Jane Austen

Pride and Prejudice
Orgoglio e pregiudizio

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Pride and Prejudice
(Orgoglio e pregiudizio)

inizio: 1796/97 (First Impressions)
revisione: 1811/12 (P&P)
pubblicazione: 28 gen.. 1813
«By the Author of "Sense
and Sensibility"»

  Personaggi
Cronologia

Vol. I: 23 capitoli (1-23)
Vol. II: 19 capitoli (24-42)
Vol. III: 19 capitoli (43-61)


Il testo originale è quello della prima edizione (Egerton, 1813).
Le illustrazioni nel testo sono di C. E. Brock e H. M. Brock, dal sito www.mollands.net, e di Hugh Thomson, dal sito Internet Archive.

Introduzione

Capitoli

 1- 2- 3- 4- 5- 6- 7- 8- 9-10-11
12-13-14-15-16-17-18-19-20-21-22
23-24-25-26-27-28-29-30-31-32-33
34-35-36-37-38-39-40-41-42-43-44
45-46-47-48-49-50-51-52-53-54-55
56-57-58-59-60-61


Due recensioni del 1813


La traduzione, senza il testo originale, è disponibile anche in ebook (formato PDF), oppure, in "formato libro", nell'edizione per il bicentenario realizzata dalla Jane Austen Society of Italy (JASIT)




Vol. I, cap. 1 (1)
Netherfield Park, una tenuta vicino al paesino di Meryton, è stata finalmente affittata, ma quel che conta di più è che il nuovo arrivato è un giovanotto molto ricco, e per giunta scapolo. A Longbourn, la casa dove vivono i Bennet, l'emozione è grande. Mrs. Bennet non vede l'ora di piazzare al ricco scapolo una delle sue cinque figlie, ma trova qualche resistenza nel marito, poco disposto a darsi da fare e che rifiuta di fare la necessaria visita di cortesia al nuovo arrivato. La coppia sembra piuttosto male assortita: lui un miscuglio di indolenza e sarcasmo, lei poco intelligente, sempre pronta a invocare disturbi nervosi, e soprattutto iperattiva nel cercare marito alle figlie. Ma forse, in fin dei conti, ha ragione lei.

Vol. I, cap. 2 (2)
In realtà Mr. Bennet stava solo giocando, ed è uno dei primi a far visita a Mr. Bingley. Ma preferisce non dire niente a moglie e figlie, per sorprenderle all'improvviso con una rivelazione tanto inaspettata quanto gradita, in particolare all'ansiosa Mrs. Bennet. Subito dopo aver fatto il suo coup de theatre Mr. Bennet si sottrae alle estatiche considerazioni della moglie, e le donne della famiglia passano la serata cercando di indovinare quando lo scapolo d'oro avrebbe ricambiato la visita e quando sarebbe stato corretto invitarlo a pranzo.

Vol. I, cap. 3 (3)
Gli sforzi di moglie e figlie per riuscire a cavare qualcosa da Mr. Bennet circa Mr. Bingley sono vani, e ci si deve accontentare di notizie di seconda mano da parte di Mrs. Lucas, che racconta del giudizio assolutamente positivo del marito. Arriva però la prima delusione per Mrs. Bennet, già affaccendata, dopo aver mandato l'invito, nei preparativi del pranzo con Mr. Bingley: quest'ultimo è costretto infatti a rimandare per improvvisi impegni a Londra, che, in mancanza di informazioni più precise, danno voce a ipotesi sulla presunta organizzazione di una folta comitiva da portare al ballo. In realtà la sera della festa Mr. Bingley si presenta con le due sorelle, il marito della maggiore, e un amico, Mr. Darcy, un giovanotto che desta subito l'attenzione per la signorilità dei modi e per la rendita di cui gode, doppia rispetto a quella di Bingley. Darcy, però, scade subito nella considerazione generale, per l'altezzoso riserbo che dimostra, e tutti non fanno altro che denigrare lui e incensare il suo amico. Mrs. Bennet è una delle più pronte a parlarne male, soprattutto perché ha saputo che ha pesantemente snobbato Elizabeth, definendola "passabile" ma non certamente degna della sua attenzione. Le sei donne, tutte estremamente soddisfatte della serata, tornano a Longbourn, trovano Mr. Bennet ancora in piedi, e la moglie comincia a raccontargli i particolari della serata, ben presto bloccata, si fa per dire, dall'insofferenza del marito.

Vol. I, cap. 4 (4)
Rimaste sole, Jane confessa alla sorella che Bingley le piace molto, e che le piacciono anche le sue sorelle. Elizabeth è d'accordo con la prima parte, ma molto meno con la seconda, che attribuisce alla troppa bontà della sorella, sempre pronta a trovare in tutti un lato buono. I Bingley venivano dal nord dell'Inghilterra, lui aveva ereditato un patrimonio consistente, ma non si era ancora deciso a comprare una tenuta all'altezza della sua posizione, e le sorelle, ormai abituate alla vita elegante, preferivano dimenticare che la loro ricchezza era recente e proveniva dal commercio. Darcy e Bingley erano molto amici, ma nello stesso tempo avevano un carattere completamente opposto: tanto altezzoso e riservato il primo, quanto alla mano e disinvolto il secondo. Ma forse l'amicizia era rinsaldata proprio da questa profonda diversità. I giudizi sul ballo della comitiva di Netherfield non fanno che confermare i rispettivi caratteri: Bingley è entusiasta di tutto, in particolare di Miss Bennet, Darcy è disposto solo ad ammettere che la signorina è graziosa, anche se ride troppo. Le sorelle Bingley stanno in mezzo, e la loro tiepida approvazione fa sentire Mr. Bingley autorizzato ad approfondire quella conoscenza.

Vol. I, cap. 5 (5)
A poca distanza da Meryton vivono i Lucas, molto amici dei Bennet. Sir William, nominato cavaliere qualche tempo prima, si era ritirato dagli affari e si godeva il suo nuovo rango, la moglie era una controfigura di Mrs. Bennet e, tra le figlie, la maggiore, Charlotte, era amica intima di Elizabeth. Il mattino dopo il ballo le sorelle Lucas vanno dai Bennet, una visita obbligata e necessaria per spettegolare un po' sugli avvenimenti della sera precedente. Mrs. Bennet non perde occasione per evidenziare il favore di Mr. Bingley per Jane, mentre l'altro argomento "caldo" è naturalmente Mr. Darcy, oggetto, nonostante la debole difesa dalla sempre indulgente Jane, degli strali di Mrs. Bennet e del rammarico di Charlotte per il suo comportamento scortese verso Elizabeth. Nel corso della discussione non manca un sermoncino da parte di Mary, che comunque non sembra affatto fuori posto nel definire con acume la differenza tra vanità e orgoglio.

Vol. I, cap. 6 (6)
Le Bennet e le sorelle Bingley si scambiano le consuete visite di cortesia, ed Elizabeth continua a ritenerle persone sgradevoli. Nello stesso tempo, via via che la frequentazione tra Bingley e Jane va avanti, si rende sempre più conto della loro reciproca simpatia e ne parla con l'amica Charlotte. Quest'ultima si dichiara d'accordo, ma ritiene che Jane debba essere un po' più esplicita nel dimostrare il proprio affetto, altrimenti Bingley potrebbe sfuggirle. Elizabeth difende il riserbo della sorella e, tutta presa dallo studio di questo rapporto, non si accorge che Darcy sta incominciando a interessarsi a lei. Quest'ultimo si era man mano ricreduto, rispetto al quasi sprezzante giudizio del primo ballo, e, con la cautela che lo contraddistingue, aveva cominciato ad ascoltare le conversazioni di lei con altre persone. Proprio accorgendosi di questo, e senza nemmeno immaginare la verità, Elizabeth, a un ricevimento da Sir Lucas, se ne chiede il motivo, e mentre ne sta parlando con Charlotte Lucas l'arrivo di lui le permette di stuzzicarlo un po' con domande oblique. Arriva il momento delle consuete esibizioni musicali, che vedono impegnate prima Elizabeth, disinvolta e spontanea, e poi la sorella Mary, più brava ma troppo rigida e presuntuosa per piacere quanto la sorella. Mr. Darcy, nel frattempo, è intento a riflettere su quel suo strano interesse per una ragazza senz'altro di rango inferiore al suo, ma che sta cominciando a trovare attraente sia nel fisico che nella mente; le sue riflessioni sono interrotte da Miss Bingley, che, una volta saputo il nome di colei che le ha provocate, si lancia in pungenti battute di spirito, accolte con sovrana indifferenza da Darcy.

Vol. I, cap. 7 (7)
I Bennet godevano di una rendita discreta, inficiata però da un vincolo che, in mancanza di figli maschi, la destinava, alla morte di Mr. Bennet, a un lontano parente. La moglie aveva avuto una dote considerevole, considerando la sua posizione sociale (era figlia di un avvocato e aveva una sorella, moglie di un impiegato del padre che ne aveva preso il posto, e un fratello commerciante a Londra), che però non poteva certo garantire un avvenire alle figlie, se non si fossero sposate. Il villaggio di Longbourn era ad appena un miglio da Meryton, e le sorelle Bennet, in particolare le due minori, facevano spesso una passeggiata per andare a trovare la zia e per cercare un po' di svago girando per negozi. In quel periodo la novità era l'arrivo di un reggimento della milizia, con ufficiali le cui divise facevano impazzire Catherine e Lydia. Una mattina, mentre il padre si lascia andare a complimenti poco lusinghieri nei confronti delle due figlie minori, le proteste di Mrs. Bennet sono interrotte dall'arrivo di un domestico di Netherfield, con biglietto di Miss Bingley che invita a pranzo Jane. La madre entra subito in fibrillazione, e impone alla figlia di non usare la carrozza e di andare a cavallo, in quanto, viste le forti probabilità di pioggia, sarebbe stata certamente costretta a restare a Netherfield per la notte. Le previsioni si avverano, e il mattino dopo un biglietto da Netherfield annuncia che Jane è a letto con il raffreddore. Elizabeth si sente in dovere di andare subito a trovare la sorella, pur dovendo camminare per tre miglia nel fango, e, una volta arrivata, è costretta a subire il malcelato disprezzo delle sorelle Bingley per quel modo di comportarsi così avventato. Naturalmente è presente anche Darcy, diviso tra l'ammirazione per il bel volto di Elizabeth, illuminato dal calore della passeggiata, e i dubbi sull'opportunità di quel comportamento. Jane sta effettivamente piuttosto male, anche se il farmacista minimizza il malanno, ed Elizabeth, spinta anche dalla sorella, che desidera averla accanto, accetta di restare anche lei a Netherfield, invitata da una Miss Bingley che ne avrebbe fatto volentieri a meno.

Vol. I, cap. 8 (8)
Dopo il pranzo pomeridiano, Elizabeth torna dalla sorella, e le Bingley non si lasciano sfuggire l'occasione per criticare il suo comportamento impulsivo e poco ragionevole nel precipitarsi da loro per un semplice raffreddore, nonché per fare commenti malevoli sull'intera parentela delle Bennet. Dopo essersi accertata che la sorella si è addormentata, Elizabeth torna in salotto, dove trova tutti intenti a giocare a carte. Si apparta con un libro e, dopo un commento di Mr. Hurst sulla stranezza di preferire la lettura al gioco, Miss Bingley la stuzzica su quella preferenza e quindi, parlando con calore della magnificenza di Pemberley, la residenza di Darcy, e della perfezione della sorella di quest'ultimo, provoca una discussione sull'istruzione delle signorine, che coinvolge un po' tutti, compresa Elizabeth, fino a quando Mr. Hurst non richiama all'ordine le due Bingley, distrattesi dal gioco. Elizabeth torna dalla sorella e poco dopo, non senza che Miss Bingley abbia approfittato della sua assenza per parlarne male, rintuzzata da un serafico ma pungente Darcy, torna in salotto per portare notizie della sorella, purtroppo non positive. La costernazione è generale, anche se tra la sincerità di quella di Mr. Bingley e quella delle sorelle si nota una marcata differenza; alla fine si arriva alla decisione di richiamare il mattino successivo il farmacista di Meryton, a meno che non ci fosse stato un deciso miglioramento nelle condizioni di Jane.

Vol. I, cap. 9 (9)
Il mattino dopo lo sperato miglioramento c'è, ma Elizabeth insiste comunque per mandare a chiamare la madre e farla partecipe delle condizioni della sorella. Mrs. Bennet non si fa pregare, e subito dopo colazione è a Netherfield con le due figlie minori. La madre, una volta accertatasi che la malattia della figlia non desta preoccupazioni si dichiara però ovviamente, contrarissima a riportarla a casa, e nei confronti degli altri tende piuttosto ad aggravarne le condizioni, per impedire di farle lasciare Netherfield. Bingley, e in misura molto minore la sorella, si mostra dispostissimo a trattenere Jane ed Elizabeth e Mrs. Bennet, ormai rincuorata su questo punto, e desiderosa di punzecchiare quel Mr. Darcy così scostante, coglie al volo una sua allusione circa i vantaggi della città sulla campagna per attaccarlo a suo modo, suscitando così l'ilarità repressa di Bingley e quella molto più visibile delle sorelle, insieme all'imbarazzo di Elizabeth, che, nel tentativo di sviarne i pensieri cade dalla padella nella brace, chiedendo alla madre notizie di Charlotte Lucas, prontamente dichiarata "molto insignificante" dall'orgogliosa madre della bellissima Jane. Mrs. Bennet decide finalmente di andarsene, e Lydia, che era stata per tutto il tempo a confabulare con la sorella Catherine, rammenta a Bingley della promessa di dare un ballo a Netherfield, promessa che lui si impegna solennemente a mantenere. Lydia, la minore ma la più vivace e sfacciata delle Bennet, prediletta dalla madre perché così simile a lei in molte cose, non sta nella pelle e si ripromette di ottenere anche un ballo da parte degli ufficiali. Le ospiti se ne vanno, Elizabeth torna dalla sorella, e le Bingley non si lasciano scappare l'occasione di sparlare di tutte loro, senza riuscire, però, a far partecipare Darcy alle critiche nei confronti di Elizabeth.

Vol. I, cap. 10 (10)
In serata Elizabeth si unisce agli altri in salotto; Mr. Darcy è intento a scrivere una lettera alla sorella e Miss. Bingley a fare di tutto per adularlo e per attirarne l'attenzione. Nonostante i freddi silenzi e le laconiche risposte di Darcy, è proprio il colloquio sbilanciato tra i due a provocare una discussione sulla noncuranza di Bingley nello scrivere lettere, sulle sue decisioni improvvise e sulla sua inclinazione a fidarsi degli amici senza fare troppe domande. La diatriba, iniziata tra Darcy e Bingley si trasforma presto in uno scambio di battute tra il primo ed Elizabeth, interrotto solo dall'insofferenza di Bingley per le discussioni in generale. Darcy finisce così la sua lettera e, mentre le Bingley si esibiscono al piano, Elizabeth si accorge di essere quasi costantemente al centro dell'attenzione di Darcy e non riesce a capirne le ragioni, soprattutto perché scarta decisamente quella reale, ovvero di aver suscitato la sua ammirazione, insieme a un certo timore per quell'infatuazione verso una persona con legami familiari così riprovevoli. Il giorno successivo, durante una passeggiata nel parco, Miss Bingley, colpita dal comportamento di Darcy, che comincia a suscitare la sua gelosia, cerca di stuzzicarlo prospettandogli le delizie di un'unione con la fanciulla, ricordandogli soprattutto la volgarità della futura suocera e il comportamento non certo irreprensibile delle due figlie minori. Darcy, come al solito, fa scivolare via le allusioni sulla parentela ma non si fa trascinare in nessuna critica diretta nei confronti di Elizabeth. I due vengono interrotti dall'incontro con Mrs. Hurst ed Elizabeth, anche loro uscite per una passeggiata, e la seconda è ben lieta di rientrare lasciandoli a passeggiare da soli.

Vol. I, cap. 11 (11)
Jane sta ormai abbastanza bene per scendere insieme agli altri e il suo arrivo in salotto è salutato da tutti con piacere, anche se solo da parte di Bingley c'è un calore guardato con molto piacere da Elizabeth. Dopo il tè, tutti si accomodano nelle loro occupazioni preferite e Miss Bingley, sempre ansiosa di attirare l'attenzione di Darcy, cerca di coinvolgerlo, naturalmente senza successo, in una conversazione sul libro che lui sta leggendo. Alla fine, stanca di quei silenzi e di quelle risposte smozzicate, coglie un accenno del fratello a Jane circa la possibilità di dare un ballo a Netherfield per consigliargli di pensarci bene prima di decidere; Bingley dà la cosa per certa e, capendo l'allusione della sorella, dichiara che Darcy sarà libero di non partecipare. Una volta esaurito l'argomento, Miss Bingley non trova di meglio che invitare Elizabeth a sgranchirsi le gambe, provocando così, finalmente e senza volerlo, una reazione da parte di Darcy sui motivi di quell'invito. La conversazione poi diventa un faccia a faccia tra Darcy e Elizabeth sui difetti di un carattere in generale, per poi passare a quelli, veri o presunti, del carattere di lui. Dopo un po' Miss Bingley, stanca di quel duetto al quale non è stata chiamata a partecipare, propone di fare un po' di musica, e Darcy non ne è affatto dispiaciuto, visto che sta cominciando ad avvertire nettamente il pericolo rappresentato dai suoi sentimenti verso Elizabeth.

Vol. I, cap. 12 (12)
Le sorelle Bennet decidono di comune accordo che è ormai tempo di tornare a casa. Elizabeth scrive alla madre di mandar loro la carrozza, ma Mrs. Bennet, assolutamente restia a quel ritorno che considera affrettato, nega di poterne disporre e suggerisce alle figlie di restare ancora qualche giorno a Netherfield. Ma sia Jane che Elizabeth sono decide ad andarsene e, dopo aver chiesto a Mr. Bingley di poter usare la sua carrozza, accettano solo di differire la partenza di un giorno. La domenica, perciò, avviene la separazione; Miss Bingley è ben felice di essersi liberata della rivale e Darcy, ormai fortemente preoccupato per quell'attrazione che non riesce a controllare a dovere, e bene attento a non far trapelare nulla della sua ammirazione per Elizabeth, non lo è di meno. L'unico a essere veramente dispiaciuto è naturalmente Bingley. Le sorelle sono accolte da una madre indispettita per quel ritorno anticipato e da un padre lieto di poter nuovamente contare su qualche conversazione sensata. Mary è come sempre intenta ai suoi studi e le due sorelle minori non parlano d'altro che degli ufficiali che stanno movimentando la vita sociale di Meryton.

Vol. I, cap. 13 (13)
Un mattino, mentre la famiglia è a colazione, Mr. Bennet annuncia l'arrivo in quello stesso giorno di Mr. Collins, un suo parente e, soprattutto, l'intestatario del vincolo che grava sulla proprietà di Longbourn. La lettera del futuro erede è molto solenne, pomposa e piena di auto compiacimento per la propria posizione di pastore sotto il patrocinio della ricca Lady Catherine de Bourgh. Mr. Bennet, che non aveva mai visto prima il cugino a causa di dissapori con il padre di questi, ormai defunto, pregusta, spalleggiato da Elizabeth, il divertimento che proverà nel conoscere un individuo del genere, mentre la moglie, inizialmente molto maldisposta verso quello che ritiene un usurpatore, si ammorbidisce sentendo che quell'individuo così detestato esprime il desiderio di risarcire in qualche modo le sue figlie dall'inevitabile perdita della proprietà del padre. Mr. Collins arriva in perfetto orario per quella che, come preannunciato nella lettera, sarà una visita di due settimane, e l'unica a prestargli attenzione e a cominciare a interessarsi ai suoi progetti sulla famiglia di Longbourn è naturalmente Mrs. Bennet.

Vol. I, cap. 14 (14)
Durante il primo pranzo con Mr. Collins i Bennet hanno modo di essere ampiamente informati su Lady Catherine de Bourgh e sulla figlia, entrambi modelli di perfezione. Mr. Bennet vede pienamente confermate le sue previsioni sul cugino, anche se l'unica con la quale può condividere il suo divertimento è Elizabeth. Dopo il pranzo e la pausa per il tè, Mr. Collins è invitato a leggere qualcosa alle signore e, non prima di aver proclamato la sua antipatia per i romanzi, sceglie un libro di sermoni, provocando lo sconcerto delle due Bennet più giovani. Lydia lo interrompe quasi subito, le sorelle maggiori e la madre cercano di zittirla, ma Mr. Collins, ormai offeso da quella mancanza di rispetto, ma ancora estremamente ossequioso nel negarlo, declina l'offerta di leggere ancora e propone a Mr. Bennet una partita a carte.

Vol. I, cap. 15 (15)
Mr. Collins, un uomo poco intelligente, i cui sentimenti erano equamente divisi tra l'alta considerazione di se stesso, l'umiltà verso chi riteneva più in alto di lui e la boria nei confronti degli altri, si sentiva in dovere, dopo aver ottenuto per caso la tranquillità economica grazie al beneficio concessogli da Lady de Bourgh, di cercarsi una moglie, e aveva pensato che la cosa migliore sarebbe stata sceglierla tra le figlie di Mr. Bennet, cosa che gli avrebbe anche permesso di fare ammenda per quell'eredità sottratta alla famiglia. Il suo rispetto per le precedenze gli aveva suggerito di puntare sulla maggiore, ma dato che, in un colloquio mattutino, Mrs. Bennet aveva accennato con delicatezza a un probabile prossimo fidanzamento di quest'ultima, non aveva avuto nessuna obiezione a rivolgere le sue attenzioni a Elizabeth, la naturale seconda scelta dopo la sorella. Dopo questo colloquio con Mrs. Bennet, Mr. Collins viene invitato ad accompagnare le cugine nella passeggiata a Meryton, dove Lydia aveva detto di voler andare per raccogliere le ultime notizie dalla zia Phillips. Appena arrivati l'attenzione di tutti, ma in particolare delle due sorelle minori, viene attratta da un bel gentiluomo che passeggia insieme a uno degli ufficiali. Fatte le presentazioni, si viene a sapere che il nuovo arrivato, Mr. Wickham, sarà uno dei nuovi ufficiali del reggimento. Proprio durante questi convenevoli arrivano a cavallo Bingley e Darcy, in procinto di recarsi a Longbourn per avere notizie di Jane. A Elizabeth non sfugge il gelido comportamento di Darcy e Wickham non appena riconosciutisi l'un l'altro. I due nuovi arrivati se ne vanno, e il resto della compagnia si avvia da Mrs. Phillips, dove i due gentiluomini si accomiatano. La zia accoglie molto gentilmente Mr. Collins, che non tralascia di esibirsi nei consueti eccessi di scuse e complimenti, e invita tutti da lei per la serata del giorno successivo, promettendo di invitare anche Mr. Wickham oltre, naturalmente, ad altri ufficiali. Durante il ritorno Elizabeth racconta a Jane dello strano comportamento da lei notato nei due signori, ed entrambe restano con la curiosità di saperne di più.

Vol. I, cap. 16 (16)
Il giorno dopo le ragazze Bennet, accompagnate da Mr. Collins, vanno al ricevimento dagli zii Phillips. Dopo una breve attesa, riempita dalle solite chiacchiere di Mr. Collins, che trova una cortese ascoltatrice in Mrs. Phillips, arrivano gli ufficiali e Mr. Wickham, che attrae subito l'attenzione di tutte le signore presenti, La fortunata a essere prescelta è Elizabeth, curiosa di sapere qualcosa di più di quello strano incontro tra lui e Darcy, ma anche consapevole di non poter fare la prima mossa. Dopo gli usuali convenevoli sul tempo, è Wickham a rompere il ghiaccio, con grande gioia di Elizabeth. Il suo racconto è molto particolareggiato, e così Elizabeth viene a sapere che Wickham, figlio dell'amministratore di Pemberley e molto amato dal padre di Darcy, è stato trattato in modo ignobile dal figlio, che, con un pretesto formale, si è rifiutato di onorare le ultime volontà del padre e ha privato il suo compagno d'infanzia del beneficio ecclesiastico promessogli. Elizabeth rimane scandalizzata dal comportamento di Darcy, anche se in un certo senso conferma l'antipatia per lui provata sin dal primo incontro. Uno dei soliti accenni di Mr. Collins a Lady Catherine, colto da Wickham, dà modo a quest'ultimo di informare Elizabeth che la benefattrice del cugino è anche zia di Darcy, e che l'unica figlia della nobildonna è destinata da tempo al cugino. Elizabeth è molto colpita da Wickham, sia per l'aspetto elegante e attraente, sia per l'abilità e l'affabilità di conversatore, e torna a casa la sera con la testa piena di lui.

Vol. I, cap. 17 (17)
Il giorno successivo Elizabeth racconta a Jane il colloquio avuto con Wickham, e la sorella, sempre candida e pronta a difendere tutti, non riesce a credere a una tale malvagità da parte di Darcy, e preferisce attribuire tutto a un equivoco, mentre Elizabeth rimane certa delle ragioni di Wickham. Le due sorelle sono interrotte dall'arrivo dei Bingley, che portano personalmente l'invito per un ballo a Netherfield il martedì successivo. Tutti sono entusiasti, perfino Mr. Collins, che dichiara di non essere affatto contrario a quell'innocente divertimento e, anzi, chiede a Elizabeth la concessione dei primi due giri di danza. Elizabeth, che già pregustava quei balli, e anche i successivi, con Wickham, è costretta ad accettare a malincuore e, quel che è peggio, comincia ad accorgersi delle continue cortesie del cugino e a sospettare che sia proprio lei la prescelta per diventare sua moglie, sospetto che diventa man mano certezza, anche perché non può fare a meno di cogliere le allusioni in proposito della madre, naturalmente felicissima di vedere all'orizzonte una seconda figlia sposata. I giorni successivi sono piovosi, nessuno può muoversi da Longbourn e tutti sono in impaziente attesa del ballo del martedì.

Vol. I, cap. 18 (18)
Elizabeth arriva a Netherfield per il ballo certa di incontrare Wickham, ma resta subito delusa: Wickham non c'è, ha preferito un viaggio diplomatico a Londra, per evitare di incontrare Darcy. A questa delusione si aggiunge la sofferenza di dover ballare i primi due giri di danza con Mr. Collins, un ballerino non certo impeccabile. Dopo aver ballato con un ufficiale, Elizabeth ha la sorpresa di essere invitata da Darcy, e non ha la presenza di spirito di inventare una scusa per rifiutare. Durante il ballo cerca di stuzzicarlo, e dopo qualche innocua schermaglia si azzarda a menzionare Wickham, ottenendo subito un suo gelido commento. Durante il ballo vengono brevemente interrotti da Sir Lucas, che si lascia sfuggire un accenno a un probabile prossimo evento, rivolgendo lo sguardo a Jane e Bingley, e Darcy sembra essere colpito da questa allusione. Terminato il ballo con Darcy, Elizabeth viene avvicinata da Miss Bingley, che la mette in guardia nei confronti di Wickham con argomenti pretestuosi e senza poter affermare nulla di concreto sui suoi rapporti con Darcy. Elizabeth resta perciò convinta della giustezza dei suoi giudizi precedenti, anche quando Jane le rivela che Mr. Bingley è pronto a farsi garante della correttezza di Darcy. Le due sorelle sono interrotte da Mr. Collins che, avendo saputo per caso che Mr. Darcy è il nipote di Lady Catherine de Bourgh è in procinto di rivolgersi all'augusto personaggio per porgere i propri omaggi, e non si lascia convincere a desistere nemmeno dalle parole di Elizabeth, che gli fa presente la sconvenienza di un comportamento del genere, non essendo lui mai stato presentato a Darcy. La serata si avvia a diventare un vero tormento per Elizabeth; l'unico sollievo è la vista di Bingley e della sorella, sempre insieme, ma quanto al resto della famiglia, la madre sembra voler proclamare ai quattro venti la propria soddisfazione nel vedere la figlia maggiore ormai prossima a un ottimo matrimonio, comportamento che provoca il silenzioso disprezzo di Darcy, la sorella Mary si esibisce al pianoforte e nel canto con ben magri risultato, il cugino continua nei suoi sproloqui ridicoli e pomposi, e lei non può fare altro che assistere con impotente vergogna a quelle esibizioni. Arriva finalmente l'ora di andarsene, e la madre non si lascia scappare l'occasione di essere l'ultima a lasciare Netherfield, non senza aver pressantemente invitato a pranzo i Bingley. Durante il viaggio di ritorno i suoi pensieri sono dominati da Jane, senza tralasciare però l'ormai certa proposta di matrimonio di Mr. Collins a Elizabeth.

Vol. I, cap. 19 (19)
Il giorno successivo i timori di Elizabeth si avverano: Mr. Collins, non senza aver prima chiesto cerimoniosamente alla madre di avere l'onore di un colloquio con la sua seconda figlia, fa la sua proposta di matrimonio. Dopo essere stata costretta ad ascoltare il pomposo e ridicolo eloquio del cugino, che nemmeno in questa circostanza si risparmia ampie citazioni della sua nobile benefattrice, Elizabeth rifiuta recisamente, ma scopre subito come ci voglia ben altro per incrinare la granitica sicurezza del pretendente. Mr. Collins attribuisce quel rifiuto, e altri che seguono, alle ben note abitudini delle donne eleganti, che ritengono loro dovere lasciare nell'incertezza il loro corteggiatore, ma hanno come fine ultimo quello di accettarlo senza riserve, anche perché non riesce proprio a capire come una signorina con una dote così esigua possa rifiutare un ottimo partito come lui si sente di essere. Elizabeth, per quanto si sforzi, non riesce a fargli considerare sincero il suo rifiuto, e alla fine non le resta altro da fare che uscire in fretta e silenziosamente dalla stanza, ripromettendosi di coinvolgere il padre per convincere il cugino dell'assoluta impossibilità per lei di accettare quell'unione.

Vol. I, cap. 20 (20)
La rapida fuga di Elizabeth non sfugge a Mrs. Bennet, che si affretta a entrare per congratularsi con colui che è ormai sicura sarà il futuro genero. Mr. Collins le racconta a modo suo ciò che è successo ma, naturalmente, Mrs. Bennet capisce subito che le cose non sono andate come lei sperava. Cerca di rassicurare Mr. Collins, che comincia a dubitare di quel successo immaginario, e si precipita dal marito per chiederne l'intervento. Mr. Bennet, con la sua imperturbabile calma, fa chiamare la figlia, ma solo per dirle che lui è perfettamente d'accordo con lei. A questo punto, a Mrs. Bennet rimane ben poco da fare, se non continuare a insistere inutilmente con Elizabeth, cercando prima la complicità di Jane, che si guarda bene dall'intervenire, e poi di Charlotte Lucas, arrivata proprio in quel momento per una visita. Alla fine arriva anche Mr. Collins, ormai rassegnato a quell'insuccesso e per il quale il rammarico non durerà molto a lungo.

Vol. I, cap. 21 (21)
Ormai a Mrs. Bennet non resta che rassegnarsi a quel matrimonio mancato, ed Elizabeth può respirare un po', anche perché le attenzioni di Mr. Collins si trasferiscono a Charlotte Lucas. Il giorno successivo le sorelle vanno a Meryton, incontrano Wickham, che confessa a Elizabeth di non essere andato al ballo di Netherfield per evitare di incontrare Darcy, e, insieme a un altro ufficiale, tornano a Longbourn, dove il nuovo arrivato viene presentato a Mr. e Mrs. Bennet. Durante questo incontro Jane riceve una lettera da Miss Bingley, ed Elizabeth si accorge subito del suo turbamento. Finita la visita, le due sorelle vanno in camera loro, e Jane, dopo aver letto la lettera a Elizabeth, confessa di aver compreso perfettamente che Bingley non tornerà almeno per tutto l'inverno; in più, Caroline, con parole gentili ma chiarissime, scrive del desiderio di lei e della sorella di unire in matrimonio Bingley e Georgiana Darcy. Elizabeth, che ha letto tra le righe, convince la sorella che si tratta solo di uno stratagemma per allontanare Bingley da lei, ritenuta un partito non all'altezza, e Jane, con mille dubbi, si mostra alla fine un po' più ottimista. Le due decidono di informare la madre soltanto della partenza dei Bingley, e Mrs. Bennet, comunque delusa da quell'inaspettato contrattempo, si consola immaginando un rapido ritorno.

Vol. I, cap. 22 (22)
Charlotte Lucas coglie al volo l'opportunità di procurarsi un marito, e incoraggia in ogni modo Mr. Collins, mostrandosi gentile e interessata ai suoi sproloqui, e lui non perde tempo: il mattino presto si reca a Lucas Lodge e nell'arco di qualche ora fa la sua dichiarazione e riceve il pronto assenso dei futuri suoceri, felici, insieme a tutta la famiglia, di liberarsi del fardello di una figlia ormai quasi certamente avviata a restare zitella. Charlotte, il cui unico cruccio è la prevedibile reazione dell'amica Elizabeth di fronte a quel matrimonio, prega Mr. Collins di non rivelare nulla per il momento ai Bennet, poiché vuole essere lei stessa a dare l'annuncio. Mr. Collins tiene fede all'impegno, con qualche difficoltà, e il mattino dopo parte da Longbourn sorprendendo tutti i Bennet con la sua dichiarazione di un prossimo ritorno. Charlotte è perfettamente consapevole di quale marito si stia prendendo ma, in un colloquio con Elizabeth la stessa mattina, mette in chiaro che la sua è una scelta dettata da realismo, dalla consapevolezza che Mr. Collins, pur con tutti i suoi difetti, è una persona in grado di garantirle una casa e una posizione sociale onorevoli. Elizabeth si mostra dapprima sorpresa e incredula, ma poi fa buon viso a cattivo gioco e augura all'amica tutta la felicità possibile.

Vol. I, cap. 23 (23)
Dopo l'anticipazione di Charlotte a Elizabeth, a Longbourn arriva Sir William Lucas, per annunciare ufficialmente il matrimonio della figlia. Mrs. Bennet dapprima si rifiuta di crederci, ma poi è costretta a rassegnarsi. Arriva una lettera da Mr. Collins, che preannuncia il suo ritorno dopo quindici giorni, provvisto del necessario consenso al matrimonio da parte di Lady de Bourgh, e speranzoso di concludere il tutto in breve tempo. Durante la visita Mr. Collins è fortunatamente troppo impegnato con la famiglia della futura sposa per dare troppo fastidio, in particolare a Mrs. Bennet, che sta passando un periodo nero, con lamentele divise tra la perdita di Mr. Collins e il perdurare dell'assenza di Bingley, assenza che comincia a diventare preoccupante anche agli occhi di Jane ed Elizabeth, visto che il biglietto di Jane a Miss Bingley non ha avuto riposta, né c'è stata nessuna notizia in proposito, se non le voci sparse a Meryton, che danno per certa un'assenza da Netherfield per almeno tutto l'inverno.

Vol. II, cap. 1 (24)
Arriva finalmente la risposta di Miss Bingley, una risposta molto chiara, che fa svanire le poche residue speranze di Jane. I Bingley resteranno per tutto l'inverno a Londra, e Caroline non ha remore nel dilungarsi sul suo desiderio di vedere rafforzata l'intimità con i Darcy attraverso un'unione del fratello con Georgiana. Jane si limita a prendere atto della realtà, e cerca di consolarsi attribuendo le proprie speranze precedenti a una immaginazione troppo fervida; Elizabeth non è affatto d'accordo, e insiste nel considerare Bingley, verso il quale comunque la sua stima comincia a scadere, prigioniero degli intrighi delle sorelle e del suo amico. Mrs. Bennet comincia a rassegnarsi, ma non smette di continuare a parlare di Bingley, mettendo così continuamente in difficoltà i buoni propositi di Jane, né di sperare di rivederlo a Netherfield per l'estate. Mr. Bennet la prende, come al solito, con filosofia; una delusione d'amore non può che far bene e, anzi, la consiglia anche a Elizabeth, visto che ha a disposizione un giovanotto molto adatto come Wickham. Quest'ultimo è ormai diventato il beniamino del luogo, ha sparso ai quattro venti le sue vicissitudini, e tutti sono dalla sua parte, contro quell'antipatico e orgoglioso di Darcy.

Vol. II, cap. 2 (25)
Dopo una settimana Mr. Collins riparte, non senza aver preannunciato un rapido ritorno per impalmare la sua bella, e dopo due giorni, a Longbourn arrivano il fratello di Mrs. Bennet, Mr. Gardiner, con la moglie, per passare come al solito il Natale con i Bennet. Mrs. Gardiner, che già era a conoscenza dei recenti avvenimenti dalla corrispondenza intrattenuta con le due nipoti più grandi, si deve comunque sorbire i lamenti della cognata, cercando di parlare il meno possibile per non farla continuare troppo su quell'argomento. Chiede poi maggiori lumi in un colloquio a tu per tu con Elizabeth, e si offre di portare Jane con loro a Londra, per darle un po' di svago e permetterle di dimenticare lontana dall'ambiente familiare, soprattutto da quella madre che non fa che riattizzare continuamente il fuoco. Nella settimana di permanenza a Longbourn, Mrs. Gardiner ha anche modo di conoscere Wickham e di accorgersi dell'evidente predilezione tra lui ed Elizabeth, che la mette un po' in allarme, considerate le scarse risorse economiche di entrambi. Con Wickham, comunque, instaura un rapporto cordiale, soprattutto perché lui è in grado di parlarle del Derbyshire, la contea nella quale lei aveva vissuto a lungo prima di sposarsi, proprio a poca distanza da Pemberley. Naturalmente viene presto a sapere quanto era successo tra lui e Darcy e, dopo essersi sforzata un po', riesce a ricordare che da ragazzo, in effetti, l'erede del vecchio e stimato Mr. Darcy non godeva di molte simpatie, ed era considerato dai più orgoglioso e di animo cattivo.

Vol. II, cap. 3 (26)
Alla prima occasione utile, la zia mette in guardia Elizabeth sull'imprudenza di quell'attaccamento a Wickham, e la nipote, pur senza negarlo o fare promesse, si dice pronta a fare uso di tutto il buonsenso possibile. Mr. Collins torna nell'Hertfordshire per le nozze e, il giorno prima, Charlotte va a salutare i Bennet e prega Elizabeth di andarla presto a trovare, approfittando del fatto che Sir William e la figlia Maria andranno a Hunsford a marzo. Elizabeth promette di scrivere e di fare quella visita, ma dentro di sé è consapevole che la vecchia intimità con l'amica è ormai perduta. Le lettere di Jane da Londra sono sconfortanti; dopo una visita a Caroline Bingley lei si aspettava di essere presto ricambiata, ma passano due settimane prima che Miss Bingley si faccia vedere, ed è un incontro che mette definitivamente Jane davanti alla cruda verità: Caroline è fredda e scostante, le fa capire che il fratello sa della sua presenza a Londra, ma che è troppo occupato a fare la corte a Miss Darcy, e Jane non può fare altro che prenderne atto. Elizabeth è addolorata per la sorella, ma in un certo senso è anche lieta che finalmente Jane abbia aperto gli occhi sull'amicizia con Miss Bingley. In risposta a una lettera della zia Gardiner, Elizabeth la informa che il problema Wickham è ormai risolto: lui ha trovato una signorina con un discreto patrimonio a cui fare la corte, e lei ha accolto la notizia senza soffrire troppo, segno che se innamoramento c'era stato, era di certo molto blando. E poi, contrariamente al giudizio che aveva dato sulla scelta dell'amica Charlotte, si mostra molto comprensiva con lui per essere costretto a sacrificare l'amore all'interesse.

Vol. II, cap. 4 (27)
I mesi di gennaio e febbraio passano a Longbourn senza avvenimenti degni di rilievo, e a marzo Elizabeth, secondo i desideri dell'amica Charlotte ma anche con sentimenti per nulla negativi, parte per Hunsford, insieme a Sir William e alla figlia Maria. Il viaggio è allietato anche dalla possibilità di passare una giornata a Londra con gli zii e la sorella e, una volta arrivati, la giornata passa piacevolmente tra molti impegni. La sera, a teatro, Elizabeth e la zia riescono a intavolare una conversazione a tu per tu; parlano di Miss King, la signorina novella ereditiera al centro dell'attenzione di Mr. Wickham, e di Jane, che fa del tutto per nascondere la propria delusione ma non sempre ci riesce. La serata si conclude con un invito molto gradito a Elizabeth: gli zii vogliono portarla con loro per una vacanza estiva, probabilmente nella regione dei laghi, e la nipote non nasconde il proprio entusiasmo di fronte a questa allettante prospettiva.

Vol. II, cap. 5 (28)
Il giorno successivo Elizabeth e i suoi due compagni arrivano a Hunsford, accolti con molto affetto da Charlotte e con la solita pomposa formalità da un Mr. Collins esattamente uguale a prima, nonostante il matrimonio. Elizabeth si rende subito conto che Charlotte è riuscita a creare un'atmosfera accettabile, fatta di ragionevole sopportazione e avveduti consigli al marito che lo tengano il più possibile fuori casa. Il giorno dopo Elizabeth, nella sua stanza intenta a prepararsi per una passeggiata, viene chiamata a gran voce da Maria, eccitata per uno straordinario avvenimento, che risulta essere semplicemente un calessino fermo al cancello, con Miss de Bourgh e la sua dama di compagnia che conversano con Mr. Collins e Charlotte, mentre Sir Lucas è immobile sulla porta, imbambolato da quella nobile visione. La figlia di Lady Catherine è molto minuta e ha un aspetto malaticcio, ed Elizabeth non può fare a meno di considerarla una perfetta futura moglie per Darcy. Al rientro a casa, Charlotte, dopo le entusiastiche effusioni di Mr. Collins, spiega all'amica e alla sorella che Lady Catherine li ha invitati tutti a pranzo a Rosings per il giorno seguente.

Vol. II, cap. 6 (29)
Per tutto il giorno, e per tutta la mattina successiva, a Hunsford non si parla d'altro che dell'invito a Rosings, e Mr. Collins si assume l'onere di preparare gli ospiti a tutta la magnificenza di cui saranno testimoni. Alla fine arriva il momento tanto atteso, e l'unica a non essere sopraffatta da quegli splendori è Elizabeth, che si trova di fronte una vecchia signoria autoritaria e logorroica, una signorina insignificante e dall'aria malaticcia, e un palazzo bello e maestoso come si può supporre lo abbia chi è ricco come i de Bourgh. Lady Catherine non lascia molto spazio agli altri, la sua voglia di autorità non arretra nemmeno di fronte alle minuzie della vita quotidiana, sulla quale dare consigli a Mrs. Collins, né si fa scrupolo di indagare, in modo molto impertinente, su Elizabeth e la sua famiglia. Elizabeth risponde sempre con molta compostezza, ma non può fare a meno di essere se stessa, e diverse volte lo sbalordimento di Lady Catherine lascia trasparire come per lei sia molto inusuale trovarsi di fronte a una persona che non si limita a essere sempre d'accordo con lei. Il pranzo è all'altezza di quanto aveva descritto Mr. Collins, e il pomeriggio passa giocando a carte, fino al momento del commiato, quando, come previsto, agli ospiti viene offerta la carrozza. Durante il breve tragitto Elizabeth, sollecitata da Mr. Collins, cerca in tutti i modi di mascherare i propri giudizi e di tessere le lodi di Rosings e dei suoi abitanti, ma il cugino non può fare a meno di ritenerla troppo poco entusiasta.

Vol. II, cap. 7 (30)
Dopo essere rimasto per una settimana, Sir William torna a casa, ma la sua partenza non modifica sostanzialmente le cose, e la vita a Hunsford prosegue placida, con le quasi giornaliere notizie del passaggio di Miss de Bourgh e i consueti inviti a Rosings. Si avvicina la Pasqua, e Lady Catherine è in attesa della visita del nipote, Mr. Darcy, che arriva con un cugino, il colonnello Fitzwilliam. Elizabeth non prova particolare piacere a quella notizia, vista l'antipatia per il nuovo arrivato, ma la considera comunque un diversivo, utile, tra l'altro, per rendersi conto di quali siano i rapporti con la cugina, evidentemente considerata come destinata a lui dalla zia e, di conseguenza, quanto siano fondate le speranze di conquistarlo da parte di Miss Bingley. Il giorno dell'arrivo, Mr. Collins si affretta a informare la moglie e le sue ospiti, e il mattino successivo va a Rosings a omaggiare i due gentiluomini. Al ritorno, cosa che lascia tutte di sorpresa, è accompagnato da loro, facendo pensare a Mrs. Collins che quell'inusuale e pronta cortesia sia dovuta a Elizabeth. Darcy non sembra affatto cambiato, parla pochissimo e ha la solita aria altera e annoiata, mentre il cugino si dimostra molto affabile e pronto alla conversazione. Poco prima che se ne vadano, Elizabeth non resiste e chiede a Darcy se per caso non gli fosse capitato di incontrare la sorella a Londra, poiché, pur conoscendo perfettamente la risposta negativa, ha troppa curiosità di osservarne l'eventuale reazione, che, sia pure con la solita compostezza, la sua domanda non manca di suscitare.

Vol. II, cap. 8 (31)
Ormai Lady Catherine ha meno bisogno di compagnia, e passa una settimana prima di un nuovo invito a Rosings, e stavolta solo per il dopo pranzo. Il colonnello Fitzwilliam, felice di trovare un motivo di distrazione, si impegna subito nella conversazione con Elizabeth, una conversazione così animata da attirare l'attenzione sia di Lady Catherine, ansiosa come sempre di mettere bocca dappertutto, sia di Darcy, che non smette di gettare occhiate a Elizabeth. Quest'ultima viene poi invitata dal colonnello a esibirsi al pianoforte, e quando Darcy le si avvicina con la sua solita aria solenne, comincia a prenderlo un po' in giro, a preannunciare al cugino clamorose rivelazioni sul suo pessimo comportamento nell'Hertfordshire, specialmente l'essersi praticamente rifiutato di ballare in una sala piene di signorine senza cavaliere. Darcy accetta di buon grado e con un sorriso, e cerca anche di giustificarsi, adducendo il suo carattere poco propenso a fare rapidamente nuove conoscenze. La conversazione fra i tre viene presto interrotta da Lady Catherine, ansiosa di dare i suoi consigli a Elizabeth sul modo corretto di esercitarsi al pianoforte. Nel farlo non può fare a meno di tessere gli elogi della figlia, alla quale solo la malattia ha impedito di diventare una provetta pianista, ed Elizabeth, curiosa di vedere come Darcy reagisce a queste lodi verso colei che a quanto le sembra le è destinata in moglie, si rende conto che la reazione non è certo quella di un innamorato. La serata va avanti con gli incessanti consigli di Lady Catherine, che si fermano solo con l'arrivo della carrozza ordinata per il rientro degli ospiti alla canonica.

Vol. II, cap. 9 (32)
Il mattino dopo Elizabeth, da sola alla canonica, intenta a scrivere alla sorella, riceve una visita inaspettata: Darcy, e per di più da solo. La conversazione che segue non chiarisce il perché di quella visita; Darcy evidentemente non sa che cosa dire, ed Elizabeth, dopo aver fatto qualche domanda sui Bingley, decide di lasciare a lui l'iniziativa. Anche così, però, il colloquio non va molto avanti, ma si limita a qualche considerazione sui Collins e su quanto sia da considerare lontana, o vicina, Hunsford da Meryton. Qui Darcy sembra animarsi un po', come se volesse capire qual è l'opinione di Elizabeth sull'inevitabile trasferimento dovuto al matrimonio. I due vengono interrotti dal ritorno di Charlotte e della sorella; Darcy dopo qualche minuto se ne va lasciandole a ipotizzare i motivi di quella visita. Charlotte suggerisce un possibile innamoramento nei confronti dell'amica, ma Elizabeth smentisce recisamente e, alla fine, le due si adattano a ritenere che quella stranezza possa essere attribuita alla noia e al desiderio di allontanarsi per un po' dall'atmosfera pesante di Rosings. Nei giorni successivi le visite dei due cugini, in coppia, da soli e talvolta accompagnati dalla zia, continuano: alla canonica cresce la stima e la simpatia per il colonnello Fitzwilliam, mentre Charlotte continua a cercare di capire se Darcy sia o meno interessato in qualche modo a Elizabeth, senza cavare un ragno dal buco, e, nel contempo, non tralascia di ipotizzare un'eventuale unione dell'amica con il colonnello.

Vol. II, cap. 10 (33)
Durante le sue passeggiate nel parco, a Elizabeth era successo ben tre volte di incontrare Darcy, e mentre la prima volta aveva pensato a una sfortunata coincidenza, il ripetersi di quegli incontri comincia a sembrarle un po' strano, anche perché la conversazione di lui, come sempre piuttosto scarna, si era aggirata intorno ad argomenti che l'avevano lasciata alquanto sconcertata. Un mattino, mentre faceva la sua solita passeggiata leggendo l'ultima lettera di Jane, le capita invece di incontrare il colonnello Fitzwilliam e, nel tornare insieme a lui verso la canonica, la conversazione va prima a parare sulle difficoltà dei figli cadetti, che lasciano Elizabeth piuttosto scettica, anche se alcune allusioni le fanno ipotizzare un interesse del colonnello per lei, poi sul carattere di Darcy e sul fatto che la tutela della sorella fosse affidata congiuntamente al fratello e al cugino, e, infine, su delle confidenze di Darcy circa un amico salvato da un matrimonio imprudente. Fitzwilliam non conosce i particolari, ma è convinto che l'amico sia Bingley, ed Elizabeth ne è molto più convinta di lui. Una volta arrivati alla canonica, il colonnello se ne va poco dopo, ed Elizabeth si rifugia nella sua stanza a rimuginare su quella rivelazione che, sia pure non sorprendente, le ha confermato il ruolo giocato da Darcy nella vicenda, prima solo ipotizzabile. La rabbia per quell'intervento che ha distrutto le speranze della sorella provoca un mal di testa, che, peggiorando nel corso della giornata, impedisce a Elizabeth di recarsi a Rosings, dove erano stati tutti invitati per il tè.

Vol. II, cap. 11 (34)
Restata da sola, Elizabeth continua a rimuginare su quella rivelazione, non del tutto inaspettata, ma che le conferma il ruolo centrale avuto da Darcy nel separare la sorella da Bingley. Rilegge le lettere di Jane, e in ognuna scopre indizi di sofferenza che prima non aveva notato. È in questo stato d'animo, quando viene scossa dal campanello alla porta e, immaginando che possa essere il colonnello Fitzwilliam che viene a chiedere notizie della sua salute, si appresta a riceverlo ma, con enorme stupore, vede entrare Darcy. Dopo averle detto di essere venuto per accertarsi del suo stato di salute, e aver nervosamente girato per la stanza in silenzio, Darcy non riesce più a contenersi e, con visibile agitazione, le dichiara il suo amore. Le sue parole, però, non sono quelle di un innamorato, ma di un uomo che non riesce a nascondere il suo turbamento per essere stato praticamente costretto da sentimenti incontrollabili a dichiarare il proprio amore a una donna di un ambiente sociale nettamente inferiore al suo. Elizabeth dapprima rimane sbalordita, resta in silenzio davanti all'enormità di quella proposta, ma poi, pur cercando di contenersi, lascia libero sfogo alla sua collera, e rifiuta decisamente, prima affermando di sentirsi solo offesa, e non certo lusingata, da quella proposta fatta così malvolentieri, poi accusando Darcy di essere stato la causa della rovina della sorella. Lui non prova nemmeno a negare, anzi afferma di aver fatto l'unica cosa giusta da fare, ed Elizabeth, ancora più incollerita davanti a quella sfacciata ammissione, gli parla del suo abominevole comportamento nei confronti di Wickham. Qui Darcy sembra essere più colpito, anche se lascia cadere l'argomento con apparente indifferenza, sostenendo che forse sono state più le sue parole dure ma franche e a provocare quel rifiuto; Elizabeth lo smentisce, dicendogli che non avrebbe mai acconsentito a diventare sua moglie, neanche se la il tono della dichiarazione fosse stato quello appropriato per un gentiluomo. A questa accusa Darcy vacilla, e non può fare altro, di fronte a quel rifiuto così deciso e fermo, che ritirarsi cercando di mantenere un relativo autocontrollo. Elizabeth resta a rimuginare con il cuore in tumulto; mai avrebbe immaginato una scena del genere e, pur sentendosi in qualche modo gratificata per aver inconsapevolmente conquistato un uomo del genere. non può non ripensare con rabbia a tutto ciò che ha dovuto sentire, alle offese fatte alla sua famiglia, all'alterigia nell'ammettere e nel giustificare il suo comportamento con la sorella, all'indifferenza nei confronti di Wickham, e, non appena sente arrivare la carrozza che riporta a casa i Collins, corre nella sua stanza, sentendosi incapace di affrontare le inevitabili domande di Charlotte.

Vol. II, cap. 12 (35)
Il mattino successivo Elizabeth cerca di liberarsi la mente dal pensiero dello straordinario avvenimento del giorno prima andando a passeggio, ma dopo poco si imbatte proprio in Darcy; cerca di evitarlo, ma lui si avvicina e le consegna una lettera, pregandola di leggerla e accomiatandosi rapidamente. Nella lettera Darcy parla delle due colpe delle quali era stato accusato: aver separato Jane da Bingley ed essersi comportato in modo pessimo con Wickham. Per la prima accusa rivela a Elizabeth che, pur considerando la loro famiglia, escluse loro due, assolutamente inadeguata e priva di decoro, la ragione principale del suo comportamento è da ricercare nella sua convinzione sulla sostanziale indifferenza di Jane verso il crescente affetto di Bingley, una convinzione tratta da un attento esame del comportamento della sorella durante le serate passate insieme. Pur ammettendo di potersi essere sbagliato, ritiene quindi giustificato il suo comportamento, e si rammarico solo di essersi abbassato a nascondere all'amico la presenza di Jane a Londra. Per quanto riguarda la seconda accusa, che giudica molto più pesante, in quanto se fosse vera lo metterebbe in pessima luce, avendo disatteso le ultime volontà del padre verso un amico d'infanzia senza nessuna colpa, spiega a Elizabeth che Wickham, subito dopo la morte del padre, aveva accettato tremila sterline in cambio del beneficio ecclesiastico che gli sarebbe spettato, e aveva preferito andare a Londra per, a suo dire, studiare legge. Dopo qualche tempo, evidentemente senza più denaro e avendo saputo che quel beneficio si era reso vacante, aveva cercato di ottenerlo comunque, ma lui si era rifiutato con decisione di concederglielo, avendo compreso ormai da molto tempo di che pasta fosse fatto l'ex amico. Oltre a questo, Wickham, subito dopo quegli eventi, aveva cercato di sedurre la sorella, appena quindicenne, convincendola a una fuga d'amore, con la complicità di una governante. Puntava evidentemente alla dote della sorella, trentamila sterline, ma anche a vendicarsi di quel rifiuto. Lui era riuscito per caso a sventare la fuga, e da quel momento i rapporti tra i due erano ovviamente del tutto cessati. Darcy termina la lettera chiamando a testimone il cugino Fitzwilliam, esecutore testamentario del padre e co-tutore della sorella, che era a conoscenza dell'intera vicenda.

Vol. II, cap. 13 (36)
Elizabeth, senza sapere bene che cosa aspettarsi, legge la lettera di Darcy. All'inizio, nella parte riguardante Jane e Bingley, la sua avversione non diminuisce; legge le sue parole come un ulteriore prova di orgoglio e alterigia. Ma quando arriva alla parte riguardante Wickham non può fare a meno, sia pure con molte resistenze, di riflettere sul comportamento di quest'ultimo, sulla sconvenienza di quell'essersi aperto su particolari così intimi con una estranea, sul fatto che di Wickham in realtà nessuno sapesse nulla di più di quanto aveva detto lui stesso, sulle contraddizioni del suo comportamento. Comincia così a ripercorre il suo rapporto con lui con occhi del tutto diversi, e alla fine, dopo aver letto della vicenda nella quale era stata coinvolta Georgiana Darcy, si convince di essersi completamente sbagliata. Questa riflessione la porta a rileggere la prima parte, e anche qui comincia a vedere le cose in modo molto diverso, in particolare il giudizio di Darcy sull'apparente indifferenza di Jane e sulla mancanza di decoro di tutta la famiglia eccetto loro due. Il risultato è l'amara constatazione di essersi completamente ingannata, sull'uno e sull'altro. Con sentimenti del genere, accortasi di essere stati fuori per diverse ore, torna alla canonica, dove viene a sapere della breve visita di congedo di Mr. Darcy e di una visita più lunga da parte del colonnello Fitzwilliam, che se n'era andato dopo essersi fermato un'ora ad aspettarla.

Vol. II, cap. 14 (37)
Il mattino dopo i due cugini lasciano Rosings e tutto il gruppo della canonica viene invitato a pranzo, visto che Lady Catherine è ormai sola e ha bisogno di compagnia. La conversazione si sviluppa come sempre: sua signoria si informa, dà consigli per il prossimo viaggio di ritorno delle due ragazze, resta sorpresa nell'apprendere che lo zio di Elizabeth abbia la possibilità di mandar loro un domestico per accompagnarle, ed Elizabeth le è quasi grata per avere tante domande a cui rispondere e consigli da rintuzzare, un impegno che le consente di non pensare troppo alle sue pene personali. Ma quando è sola non può ovviamente fare a meno di farlo, di rileggere la lettera di Darcy fino a saperla a memoria e di rendersi conto di quanto siano veri quei giudizi sulla sua famiglia, gli stessi giudizi che all'inizio le erano sembrati solo da respingere e disprezzare. Arriva finalmente il momento della partenza, e l'ultima sera Lady Catherine continua imperterrita a dispensare consigli, tanto che Maria Lucas, al ritorno nella canonica, si sente in dovere di rifare da capo i bagagli secondo i dettami di sua signoria.

Vol. II, cap. 15 (38)
Il mattino dopo Elizabeth e Maria partono da Hunsford per Londra, non senza essere state sottoposte, prima Elizabeth e poi entrambe, ai verbosi ringraziamenti di Mr. Collins. Elizabeth lascia l'amica senza aver affatto cambiato opinione su Mr. Collins, ma con la consapevolezza di come Charlotte si sia perfettamente adattata a quel marito cercando di cogliere le opportunità positive e mettendo in ombra i lati negativi della sua nuova vita. Dopo sole tre ore le due ragazze sono a Londra dai Gardiner, ed Elizabeth ha il piacere di trovare Jane in buona salute e si ripromette, una volta tornate a Longbourn, di raccontare alla sorella gli straordinari avvenimenti di Rosings, non senza, da una parte, rammaricarsi di poter risvegliare in lei dolorosi ricordi, dovendo necessariamente citare in qualche modo Bingley, dall'altra, di sentire solleticata la propria vanità per quella proposta di matrimonio da parte di uomo che ora giudica in modo molto diverso dal passato.

Vol. II, cap. 16 (39)
Dopo essere state per un po' a Londra, le tre ragazze ripartono per tornare a casa. Dopo la prima tappa, trovano ad aspettarle la carrozza di Mr. Bennet, con Lydia e Kitty venute ad accompagnarle. Durante la breve sosta nella locanda per fare uno spuntino Lydia le informa che il reggimento di stanza a Meryton sarebbe partito di lì a due settimane per andare a Brighton, e che in casa Bennet, o meglio da parte delle due sorelle minori e della madre, si stava facendo di tutto per andare a passare lì l'estate. L'altra notizia è che Miss King, la probabile fidanzata di Wickham, se n'è andata dallo zio a Liverpool, e quindi il previsto matrimonio non ci sarà. Durante il viaggio di ritorno è sempre Lizzy a monopolizzare la conversazione, con il resoconto dei divertimenti di Meryton. Arrivate a Longbourn, vengono accolte con molto affetto da tutti, compresi i Lucas, che erano venuti ad aspettare la figlia Maria. A tavola naturalmente non si parla che di Hunsford e dell'ultima moda a Londra, ma a Elizabeth non ci vuole molto tempo per accorgersi che il progetto di passare l'estate a Brighton è un argomento sul quale il padre dà delle risposte molto vaghe e ambigue, mentre la madre ne è una fervente sostenitrice e spera alla fine di averla vinta.

Vol. II, cap. 17 (40)
Il mattino successivo Elizabeth può finalmente confidarsi con Jane. Le racconta della dichiarazione e le riferisce il contenuto della lettera di Darcy, senza però accennare alla parte riguardante la vicenda di Bingley. Jane tenta di trovare qualche scappatoia che dimostri la buona fede di entrambi, ma Elizabeth, un po' sul serio e un po' scherzando, rintuzza quei tentativi, ammettendo che i suoi pregiudizi l'avevano condotta a sbagliarsi completamente, anzi a giudicare in modo opposto al vero sia Darcy che Wickham. Decidono poi, di comune accordo, di non rivelare nulla sul vero carattere di Wickham, anche perché la prossima partenza del reggimento renderebbe inutili tali rivelazioni. Nei giorni seguenti Elizabeth ha modo di rendersi conto di come la sorella non abbia affatto superato la delusione. Alla madre, che, tra condanne e rimpianti, non può fare a meno di continuarne a parlare, conferma che sarà molto improbabile rivedere Bingley a Netherfield. Mrs. Bennet si informa anche di come va la famiglia di Hunsford, e resta imperterrita nel considerare sia la moglie che il marito avidamente interessati a quella che sarà la loro proprietà, senza dimenticare di lagnarsi per l'ennesima volta di quel crudele vincolo che le priverà della loro casa.

Vol. II, cap. 18 (41)
Due settimane dopo il ritorno delle due sorelle a Longbourn, arriva il momento della partenza del reggimento e delle acute sofferenze di tutte le fanciulle dei dintorni, comprese ovviamente Kitty e Lydia, spalleggiate dalla madre. Ormai si è capito che Mr. Bennet non ha nessuna intenzione di portare la famiglia a Brighton, ma il profondo malumore di Lydia cessa all'istante dopo aver ricevuto un invito ad accompagnarla da parte di Mrs. Forster, la giovane moglie del comandante del reggimento, diventata sua intima amica durante la permanenza a Meryton. Elizabeth non ne è affatto contenta, e cerca in tutti i modi di convincere il padre a non dare il suo consenso, mettendo soprattutto in luce il discredito che il comportamento della sorella getta su tutte loro, ma lui, con argomenti che non convincono per niente la figlia, si mostra disposto a lasciarla andare, anche perché altrimenti in famiglia non ci sarebbe pace. Arriva così l'ultimo giorno prima della partenza del reggimento. Wickham, con altri ufficiali, è a pranzo a Longbourn, ed Elizabeth, che ora lo guarda e ascolta le sue ostentate cortesie con occhio molto diverso, cerca di tenerlo a distanza, informandolo, con significative allusioni, che durante il soggiorno a Hunsford aveva incontrato e parlato sia con Darcy che con il cugino, e che questa accresciuta conoscenza aveva modificare un po' il suo giudizio nei riguardi del primo. Wickham si mostra un po' allarmato da quelle allusioni, ma poi entrambi si salutano con ostentata cortesia, anche se con il probabile reciproco desiderio di evitare ulteriori incontri. Anche Lydia si congeda la stessa sera dalla famiglia, dato che la partenza è prevista nelle prime ore del mattino successivo.

Vol. II, cap. 19 (42)
Mr. e Mrs. Bennet non potevano certo essere definiti una coppia ideale. Lui si era fatto incantare dalla gioventù e dalla bellezza, e aveva sposato una donna stupida e gretta, che in breve aveva fatto svanire ogni speranza di felicità domestica. Elizabeth ne era consapevole, ma, pur amando il padre, non poteva fare a meno di notare come le sue perenni prese in giro della moglie davanti alle figlie, e la sua indifferenza nei confronti della sventatezza delle minori, non aiutavano certo il buon andamento della famiglia e, soprattutto, lasciavano che le conseguenze negative di tutto questo si riversassero sulle due figlie maggiori. La sua soddisfazione per la partenza del reggimento si era presto trasformata in noia, visto che Meryton non offriva molto, se non i soliti svaghi attesi per l'estate. Si concentrò quindi sul prossimo viaggio in programma con gli zii Gardiner, ma rimase un po' delusa quando una lettera della zia la informò che erano costretti, a causa di impegni di lavoro di Mr. Gardiner, a posticipare il giro e a ridurlo. Avrebbero perciò rinunciato alla regione dei laghi a favore del Derbyshire, dove Mrs. Gardiner aveva vissuto diversi anni prima di sposarsi. Arriva finalmente il momento della partenza e, dopo aver visitato tutti i posti degni di nota della regione, gli zii propongono una gita a Pemberley, vicinissima alla cittadina dove si erano stabiliti per alcuni giorni. Elizabeth è dapprima restia, teme di poter incontrare Darcy, cosa che la metterebbe in estremo imbarazzo, ma poi si lascia convincere quando viene a sapere che la famiglia non sarà sicuramente in casa.

Vol. III, cap. 1 (43)
L'arrivo a Pemberley fa scoprire a Elizabeth la magnifica dimora alla quale aveva rinunciato e, soprattutto, dopo le rivelazioni di Hunsford, le permette di guardare in modo diverso a Darcy, vedendone in un certo senso rispecchiato il vero carattere nell'eleganza sobria e priva di orpelli del posto in cui vive. Queste sensazioni vengono ulteriormente accresciute dall'entusiastica descrizione che la governante, accompagnandoli a visitare la casa, fa del suo padrone. Nello stesso tempo si sente imbarazzata e confusa, di fronte ai significativi sorrisi della zia, ignara dei recenti sviluppi e ancora convinta della crudeltà di Darcy nei confronti di Wickham. Una volta visitata la casa, Elizabeth e gli zii vengono affidati al giardiniere, per la visita del parco, ma, prima di incamminarsi, hanno, Elizabeth in particolare, l'enorme sorpresa di vedere il padrone di casa avvicinarsi all'ingresso, venendo verso di loro. Gli zii erano andati un po' avanti, e l'incontro avviene dapprima tra lei e Darcy. Entrambi sono imbarazzati e confusi, ma il primo a riprendersi è lui, che, sia pure senza l'usuale compostezza, riesce a farle delle domande, sulla sua famiglia e sul viaggio nel Derbyshire, con una cortesia che stupisce Elizabeth. Dopo questa breve conversazione, lui prende congedo e si avvia verso casa. Elizabeth non riesce a darsi pace, soprattutto perché ritiene che essersi fatta trovare lì la esponga a giudizi poco lusinghieri. Si riunisce comunque agli zii e cominciano il loro giro nel parco, anche se lei riesce a vederne ben poco, tutta presa com'è dalle contrastanti sensazione suscitate da quell'incontro inaspettato. Ma le sorprese non sono finite, Dopo una camminata piuttosto lunga, vedono nuovamente Darcy dirigersi verso di loro, un Darcy che appare di nuovo molto diverso dal passato. Chiede a Elizabeth di essere presentato ai suoi compagni, non fugge quando sa che si tratta di quei parenti che lo avevano colpito così sfavorevolmente in precedenza, si mette a chiacchierare con Mr. Gardiner, invitandolo a pescare a piacimento nella sua proprietà e, cosa che lascia Elizabeth sbalordita, le chiede cortesemente di poterle presentare la sorella, che lo raggiungerà il giorno successivo insieme ai Bingley. Elizabeth non sa più che cosa pensare, ed è combattuta tra lo stupore e il compiacimento per quel comportamento che suggerisce la possibilità che lui sia ancora innamorato di lei. Finito il giro del parco, Elizabeth e i Gardiner prendono congedo e, durante il ritorno a Lambton, gli zii esprimono tutta la loro meraviglia per il comportamento di una persona che la stessa Elizabeth aveva descritto in modo così negativo. A quel punto lei non può fare a meno di rivelare, con parole caute e dicendo il meno possibile, ciò che aveva saputo a Hunsford circa il rapporto tra Darcy e Wickham. La zia è turbata da quella rivelazione, ma poi prevale l'interesse per il luogo in cui era vissuta da giovane, e il pomeriggio passa riallacciando vecchie conoscenza, mentre Elizabeth non può fare altro che ripensare agli straordinari avvenimenti di quella giornata.

Vol. III, cap. 2 (44)
Il giorno dopo Darcy e la sorella vanno in visita a Lambton insieme a Bingley. Elizabeth conosce così Miss Darcy e ritrova un Bingley affabile e disinvolto, mentre il cambiamento nel comportamento di Darcy diventa sempre più evidente, tanto da far nascere i primi sospetti negli zii, che si convincono di trovarsi di fronte a un innamorato. Anche Elizabeth non sa bene che cosa pensare, e comincia a sospettare veramente che la possibilità che Darcy ripeta la sua dichiarazione sia molto concreta. I tre visitatori si congedano non prima che Darcy e la sorella abbiano invitato Elizabeth e gli zii a pranzo a Pemberley per due giorni dopo. Zia e nipote decidono comunque di restituire il giorno successivo la cortesia di quella visita così sollecita, mentre Mr. Gardiner sarà impegnato, sempre a Pemberley, per andare a pesca insieme ai signori.

Vol. III, cap. 3 (45)
Il mattino dopo Elizabeth e la zia fanno la loro visita di cortesia a Pemberley, e là incontrano, oltre a Georgiana, le due sorelle di Bingley, mentre i signori sono impegnati nella pesca. Elizabeth si accorge subito di essere osservata attentamente da Miss Bingley, che, quando arriva anche Darcy, dopo aver lasciato gli altri non appena saputo di quella visita, sposta ovviamente il suo interesse su entrambi, tradendo l'evidente gelosia per quel rapporto che non è ancora riuscita a decifrare. Un suo accenno malevolo alla partenza del reggimento da Meryton, e alla conseguente afflizione della famiglia Bennet, pur senza nominare esplicitamente Wickham, provoca il silenzioso imbarazzo di Georgiana e l'irritazione di Darcy, che però si tranquillizza dopo la pacata risposta di Elizabeth. Poco dopo le visitatrici se ne vanno, e Miss Bingley non riesce a fare a meno di sparlare di Elizabeth, ottenendo solo una gelida, e per lei molto dolorosa, affermazione di Darcy circa il suo vivo apprezzamento per la sua bellezza. Al ritorno, zia e nipote parlano ovviamente delle impressioni di quella visita, ma senza mai affrontare, per discrezione la prima e per imbarazzo l'altra, l'argomento che sta più a cuore a entrambe: i veri rapporti tra Elizabeth e Darcy.

Vol. III, cap. 4 (46)
Elizabeth non aveva ancora ricevuto lettere da Jane, e ne era rimasta stupita, ma finalmente ne arrivano due insieme, la prima delle quali aveva subito un ritardo per l'indirizzo scritto male. Gli zii escono, ed Elizabeth legge le due lettere, che contengono una notizia terribile: Lydia è fuggita da Brighton con Wickham. Jane non può fare a meno di descrivere l'estrema angoscia sua e di tutta la famiglia, informando la sorella che fino a quel momento le ricerche erano state vane e che le ultime tracce sembravano portare a Londra, dove il padre era andato per tentare di rintracciare i due. Jane prega anche Elizabeth di tornare subito a Longbourn con gli zii, affinché lo zio possa aiutare il padre nelle ricerche. Elizabeth è sconvolta, ma, non appena si appresta a uscire di corsa per cercare gli zii, viene fermata dall'arrivo di Darcy. Lui si accorge subito che dev'essere successo qualcosa e la convince a incaricare un domestico invece di andare lei stessa. Dopo qualche esitazione, Elizabeth lo mette al corrente della fuga; Darcy stenta quasi a crederci, anche lui è visibilmente sconvolto da quella notizia, ma poi, riprendendosi, si accomiata con un'aria allo stesso tempo piena di partecipazione e di riserbo. Elizabeth si rende conto che tutte le sue speranze di rinnovare quel legame che lei aveva respinto sono ormai perdute, e cerca di scacciarle dalla mente dedicandosi, insieme agli zii ormai tornati, ai preparativi per partire il più presto possibile. Nell'arco di un'ora tutto è pronto, e i tre si avviano verso Longbourn.

Vol. III, cap. 5 (47)
Durante il viaggio di ritorno a Longbourn, zii e nipote non riescono ovviamente a parlare d'altro che della fuga di Lydia, in un alternarsi di ottimismo da parte degli zii, e pessimismo da parte di Elizabeth. Una volta arrivati a Longbourn, Jane non è in grado di fornire nessuna novità, a parte quello che già sapevano: il padre è a Londra e la madre è in ambasce e non si sposta dalla sua camera. Mrs. Bennet, rivedendoli, si comporta esattamente come previsto: gemiti e lamenti alternati a raccomandazioni al fratello di salvare Mr. Bennet da un duello con Wickham e di evitare che Lydia faccia di testa sua negli acquisti per le nozze. Durante il pranzo, al quale naturalmente non partecipa Mrs. Bennet, i commensali devono anche sorbirsi le prediche moraleggianti di Mary. Nel pomeriggio Elizabeth riesce a restare sola con Jane, e, dopo essersi rammaricate di non aver rivelato a nessuno quello che sapevano su Wickham, quest'ultima le fa leggere la lettera scritta da Lydia a Mrs. Forster prima di fuggire, dalla quale, se non altro, Elizabeth capisce che la sorella era convinta di partire per andare a sposarsi, pur se il tenore della lettera è adeguato alla sventatezza della sorella. Il colloquio termina con le informazioni, molto scarse, che Jane è in grado di fornire circa i mezzi che intende usare il padre per rintracciare i due fuggitivi.

Vol. III, cap. 6 (48)
Una volta partito Mr. Gardiner per Londra, a casa Bennet non si fa altro che aspettare notizie da Londra. Intanto, a Meryton, tutti fanno a gara per scoprire le malefatte e i debiti di Wickham, trasformatosi improvvisamente da angelo in diavolo. Arriva una prima lettera dallo zio, che racconta degli insuccessi di Mr. Bennet nelle sue ricerche e le informa di aver scritto al colonnello Forster per cercare di sapere qualcosa su eventuali parenti di Wickham, che potrebbero fornire una qualche traccia. Prima della seconda lettera di Mr. Gardiner, ne arriva una di Mr. Collins, che, con il suo solito stile, offre la propria partecipazione al dolore della famiglia, si mostra sollevato per lo scampato pericolo che avrebbe corso sposando Elizabeth, e li informa di aver messo al corrente di tutto Lady Catherine, che ha pronosticato un brutto avvenire alle sorelle della fuggitiva. Arriva poi la lettera di Mr. Gardiner, con notizie non certo positive: il colonnello Forster non è stato in grado di fornire nessun elemento utile, anzi ha saputo che Wickham ha lasciato molti debiti in città, in particolare debiti di gioco. Annuncia anche il prossimo ritorno di Mr. Bennet, dato che ormai per lui a Londra c'è ben poco da fare. Lo stesso giorno del previsto arrivo di quest'ultimo, Mrs. Gardiner, approfittando della carrozza che sarebbe andato a prenderlo dopo la prima tappa da Londra, lascia Longbourn con i figli. Mr. Bennet non sembra aver perduto la sua filosofica calma, ma, in un colloquio con le figlie, ammette le proprie colpe e dà atto a Elizabeth di aver saputo prevedere quello che sarebbe successo. Poi, dopo aver ironizzato sul comportamento della moglie, indirizza i suoi strali su Kitty, che, prendendoli sul serio, si dispera.

Vol. III, cap. 7 (49)
Dopo un paio di giorni dal ritorno di Mr. Bennet, Elizabeth e Jane, a passeggio nei dintorni della casa, vengono raggiunte dalla governante, che chiede loro di sapere qualcosa sulle novità giunte da Londra con una lettera di Mr. Gardiner. Le due sorelle, all'oscuro di tutto, si precipitano dal padre, che si sta rigirando la lettera tra le mani e chiede a Elizabeth di leggerla ad alta voce. Mr. Gardiner scrive di aver rintracciato i due, che la situazione non è così disperata come sembrava e che ha raggiunto un accordo con Wickham per fargli sposare Lydia, in cambio di cento sterline l'anno. Aggiunge inoltre che, una volta pagati i debiti, resterà anche qualcosa per Lydia. Chiede quindi al cognato di fargli subito avere il consenso per quell'accordo. Elizabeth è stupita per quella subitanea sistemazione della faccenda, per di più con un esborso così limitato, ma il padre le assicura che Wickham non avrebbe mai accettato così poco per sposare Lydia: di sicuro è intervenuto lo zio, con un esborso che lui non ritiene sia minore di diecimila sterline, una somma che non sarà mai in grado di restituire. Il padre si avvia in biblioteca per rispondere al cognato e le due ragazze portano la lettera alla madre. Mrs. Bennet è naturalmente entusiasta: una figlia sposata a soli sedici anni è più di quanto avrebbe mai immaginato; si lancia subito in previsioni su quanto sarà necessario comprare per le nozze, a stento frenata da Jane, che cerca di farla ragionare, senza molto successo, sulla gratitudine che devono allo zio. Mrs. Bennet è incontenibile, convoca subito la governante per prepararsi a uscire e informare tutti della bella notizia. Elizabeth, nauseata da quell'entusiasmo senza nessuna remora, si rifugia in camera sua, dove riflette amaramente sulla necessità di accontentarsi di un epilogo non certo favorevole alla felicità della sorella, per quanto obbligato dallo stato dei fatti.

Vol. III, cap. 8 (50)
Mr. Bennet ripensa al passato, alle economie non fatte, al figlio maschio non arrivato, alle scarse possibilità di ripagare il cognato, ma poi ricade nella sua solita indolenza, e in fondo si congratula con se stesso per aver dovuto partecipare così poco alla soluzione della faccenda. Scrive perciò al cognato accettando senza riserve le sue proposte. La notizia del matrimonio di Lydia si diffonde nel vicinato e Mrs. Bennet non sta nella pelle, e comincia anche a fare una cernita delle possibili case nelle vicinanze adatte alla coppia. Il marito, però, mette subito in chiaro che i due non metteranno mai piede a Longbourn e, cosa ancora più mortificante per la moglie, che lui non intende spendere un soldo per il matrimonio della figlia. Elizabeth, da parte sua, non può fare a meno di tornare con la mente a Darcy e di rendersi conto di come tornerebbe volentieri indietro, di come accetterebbe con gioia la sua proposta di matrimonio, ora che la cosa è ormai fuori questione; infatti, a parte tutte le sue obiezioni precedenti, lui di certo non accetterebbe mai di imparentarsi con una famiglia ormai così legata a Wickham. Arriva una lettera di Mr. Gardiner, che li informa della decisione di Wickham di lasciare la milizia e arruolarsi nell'esercito regolare, in un reggimento di stanza nel nord. Prega anche Mr. Bennet di provvedere a saldare i debiti di Wickham a Meryton, mentre lui ha già fatto la stessa cosa con quelli di Brighton, tramite il colonnello Forster. Conclude dicendo che la nipote ha espresso il desiderio di rivedere la sua famiglia. La notizia del trasferimento della coppia al nord è accolta molto male da Mrs. Bennet ma, in compenso, le figlie riescono a convincere il padre a permettere alla coppia di venirli a trovare a Longbourn prima di partire per la nuova destinazione.

Vol. III, cap. 9 (51)
Arriva il giorno delle nozze di Lydia e dell'arrivo della coppia a Longbourn. L'unica ad accoglierli con estasiata felicità è naturalmente Mrs. Bennet, e Lydia non si smentisce: al suo arrivo non mostra nessun imbarazzo e non fa altro che parlare del suo matrimonio e della voglia di farlo sapere a tutti. Wickham, pur più riservato, non è da meno, e si mostra disinvolto e piacevole come sempre. Il soggiorno sarà di sole due settimane, visto che Wickham deve raggiungere il suo reggimento al nord, ma nessuno, tranne la solita Mrs. Bennet, sembra essere addolorato per la brevità della visita. Una mattina, poco dopo il loro arrivo, Lydia, chiacchierando con Elizabeth e Jane, si lascia sfuggire quello che subito dopo si ricorda che doveva restare un segreto: alle sue nozze era presente anche Mr. Darcy. Elizabeth è sbalordita nel sentire quella notizia, e non riesce a immaginare nulla che possa giustificarla, anche perché, dopo la rivelazione, le due sorelle maggiori, sentendo Lydia dire che il fatto doveva restare segreto, le avevano detto di non dire altro e di non parlarne più. Elizabeth però non può restare con quel rovello, e decide si scrivere subito alla zia per chiedere spiegazioni su quel fatto così straordinario.

Vol. III, cap. 10 (52)
La riposta di Mrs. Gardiner arriva in tempi brevissimi, ed Elizabeth apprende dalla zia che Darcy era partito per Londra subito dopo che loro avevano lasciato il Derbyshire, era riuscito a trovare i due fuggitivi e, dopo aver vanamente tentato di convincere Lydia a tornare a casa, aveva offerto una via d'uscita economica a Wickham, che quest'ultimo era stato praticamente costretto ad accettare. La zia si mostra anche molto sorpresa della richiesta di Elizabeth, visto che sia lei che il marito erano convinti che il comportamento di Darcy, giustificato da lui con il sentirsi in colpa per non aver rivelato prima il vero carattere di Wickham, fosse stato dettato dall'affetto che ritenevano avesse per la nipote. Elizabeth non sa bene come interpretare queste rivelazioni; si sente da una parte propensa a credere che l'amore di Darcy si ancora inalterato, ma si rende anche conto di come sarebbe assurdo aspettarsi che lui accetti di imparentarsi con un uomo che disprezza e che aveva sempre cercato di evitare accuratamente. Le sue riflessioni vengono interrotte dall'arrivo di Wickham, che cerca di capire che cosa sappia effettivamente Elizabeth dei suoi rapporti con Darcy. Lei evita di rispondere direttamente, ma gli fa capire di sapere l'essenziale, e lo congeda con la preghiera di dimenticare il passato, visto che ormai sono parenti e dovranno comunque mantenere una parvenza di cordialità.

Vol. III, cap. 11 (53)
Lydia e Wickham se ne vanno, e Mrs. Bennet, dopo qualche giorno di tristezza per la partenza, e la lontananza, della figlia, ha di nuovo un motivo di eccitazione e di speranza: sembra proprio che Mr. Bingley sia in arrivo a Netherfield. Jane è ovviamente colpita da quella notizia, ma fa del tutto per apparire tranquilla e indifferente, anche se Elizabeth di crede ben poco. La conferma dell'arrivo di Bingley riaccende la discussione che c'era stata tra i Bennet l'anno precedente, visto che la moglie dà per scontato che il marito vada subito a fargli visita, mentre quest'ultimo non è assolutamente intenzionato a farlo, e stavolta sul serio. Mrs, Bennet si consola, però, decidendo di invitarlo quanto prima a pranzo. Ma prima che quell'invito possa partire è lo stesso Bingley a presentarsi a Longbourn, per di più accompagnato da Darcy. Elizabeth cerca di capire il senso di quella visita da parte di Darcy, ma i suoi pensieri sono talmente confusi che non riesce a darsi una risposta, o meglio, le ipotesi sono così contraddittorie da non lasciare spazio a certezze. La visita dei due signori è piuttosto imbarazzante e penosa per le due sorelle; da una parte Jane, che non sa come comportarsi, anche a causa dell'invadente cortesia della madre; dall'altra Elizabeth, che vede un Darcy molto diverso da quello così affabile del Derbyshire, e la madre che gli lancia stoccate, ignara di dovere proprio a lui la felice conclusione della vicenda di Lydia. Finalmente i due signori se ne vanno, non prima di aver accettato un invito a pranzo di lì a qualche giorno.

Vol. III, cap. 12 (54)
Elizabeth non riesce a capire il comportamento di Darcy, e si chiede perché mai ha fatto quella visita per poi rimanere muto e sulle sue. Jane afferma di sentirsi più tranquilla; quel primo incontro dopo tanto tempo le ha fatto capire di poter considerare Bingley solo come un normale conoscente, ma Elizabeth ne dubita molto. Arriva il giorno del pranzo a Longbourn, al quale i due partecipano insieme a diversi altri vicini dei Bennet. Elizabeth spera di poter parlare di più con Darcy, ma rimane profondamente delusa, poiché, durante tutto il pomeriggio, riesce soltanto a chiedergli brevemente della sorella. Darcy e Bingley se ne vanno prima che Mrs. Bennet riesca a invitarli a restare a cena, ma questa piccola delusione non le fa perdere il buonumore: ormai è certa che le cose stiano andando per il verso giusto. Tra le due sorelle, invece, continua la schermaglia tra una Jane convinta di essere serena e tranquilla e una Elizabeth sicura che l'amore di Bingley sia più vivo che mai.

Vol. III, cap. 13 (55)
Dopo qualche giorno, Bingley arriva a Longbourn da solo, dato che Darcy era partito per Londra, dove sarebbe rimasto una decina di giorni. Ha un impegno precedente, e quindi non può fermarsi a pranzo, ma Mrs. Bennet lo invita per il giorno dopo. Bingley arriva, resta anche a cena, ma le manovre di Mrs. Bennet per lasciarlo solo con la figlia si rivelano inutili. Mrs. Bennet, però, sente che il traguardo è vicino, e invita Bingley ad andare a caccia col marito il giorno successivo. Dopo la caccia Bingley arriva per il pranzo e, finalmente, gli stratagemmi di Mrs. Bennet per lasciarli da soli hanno effetto: Bingley si dichiara e i due si fidanzano. La soddisfazione è ovviamente generale in famiglia; persino Mr. Bennet non può fare a meno di mostrarsi contento di quell'unione. Da qual giorno, Bingley è praticamente tutti i giorni a Longbourn. Jane confida a Elizabeth che Bingley le ha detto di non aver saputo del suo soggiorno a Londra, e non può fare a meno di rendersi conto che la colpa non può essere stata che delle sorelle; nello stesso tempo, Elizabeth nota con sollievo che la sorella non ha sospetti su Darcy, cosa che, visti i suoi attuali sentimenti verso di lui, non può che farle piacere. La notizia del matrimonio si sparge nel vicinato, e tutti sono pronti a giudicare i Bennet la famiglia più fortunata del mondo, anche se solo fino a pochi giorni prima la fuga di Lydia aveva provocato un giudizio esattamente opposto.

Vol. III, cap. 14 (56)
Circa una settimana dopo il fidanzamento di Jane, a Longbourn arriva una visita inaspettata: Lady Catherine de Bourgh. La nobildonna si comporta in modo più altezzoso del solito, e prega Elizabeth di fare una passeggiata con lei in giardino. Qui informa Elizabeth di essere venuta poiché aveva sentito delle voci che davano per certo il suo matrimonio con Darcy. Elizabeth, colta completamente di sorpresa da un'affermazione così straordinaria, tenta di convincere Lady Catherine di essere completamente all'oscuro di queste dicerie, ma la sua interlocutrice non vuole sentire ragioni, e, dando per scontato che sia stata lei, con le sue arti da seduttrice, ad ammaliare il nipote, promesso fin dalla nascita alla figlia, riesce a farle ammettere l'inesistenza del fidanzamento con Darcy, ma le sue insistenze nell'esigere la promessa che un tale fidanzamento non abbia mai luogo trovano la ferma opposizione di Elizabeth, che alla fine, di fronte ai reiterati insulti a lei e alla sua famiglia, la congeda bruscamente. Lady Catherine riparte immediatamente, estremamente offesa, ed Elizabeth è costretta a inventarsi qualche bugia con la madre, convinta che quella visita inaspettata sia dovuta solo alla grande cortesia di sua signoria, che certamente è passata da loro nel corso di un suo viaggio per portare notizie dei Collins.

Vol. III, cap. 15 (57)
Elizabeth passa il resto della giornata a riflettere su quella visita così straordinaria, e, ancora una volta, è preda di sensazioni contrastanti, che non le permettono di capire quali possano essere i risultati concreti dell'intromissione di Lady Catherine. Alla fine, decide che se Darcy troverà una scusa per non mantenere la sua promessa a Bingley di tornare dopo qualche giorno a Netherfield, quello sarà un chiaro segnale per la perdita di tutte le sue speranze. Il giorno dopo l'aspetta un'altra sorpresa; il padre, dopo averla presa in giro per un po' su una notizia importante che ha appena appreso, le legge una lettera di Mr. Collins, che, dopo i suoi soliti convenevoli riguardanti la notizia del prossimo matrimonio di Jane, mette in guardia sia il padre che la figlia in merito a una voce arrivata a Hunsford, che lui si è subito affrettato a comunicare a Lady Catherine. Si tratta del probabile matrimonio tra Elizabeth e Mr. Darcy, che la zia ha sdegnosamente dichiarato di considerare un'unione vergognosa. Mr. Bennet, ancora convinto dell'antipatia della figlia verso Darcy, e dell'indifferenza di quest'ultimo verso di lei, si mostra divertito da quella notizia così assurda, e si meraviglia nel vedere la figlia meno divertita di lui. Elizabeth è confusa, cerca di riderne insieme al padre, ma nello stesso tempo quell'imprevista rivelazione accresce ancora di più la sua incertezza sui sentimenti di Darcy e su come reagirà quest'ultimo di fronte all'ingerenza della zia.

Vol. III, cap. 16 (58)
La scusa paventata da Elizabeth non arriva; al suo posto arriva Darcy, che accompagna subito Bingley a Longbourn. Quest'ultimo propone di fare una passeggiata, alla quale partecipano lui e Jane, che presto rimangono indietro rispetto agli altri, Darcy ed Elizabeth, e Kitty, che poco dopo si congeda per andare dai Lucas. Elizabeth, rimasta sola con Darcy, trova il coraggio di ringraziarlo, a nome suo e della famiglia, per la sua generosità nella vicenda di Lydia. Darcy si mostra dapprima sorpreso che la notizia sia stata divulgata, ma poi anche lui, dopo averle detto di aver fatto tutto per lei sola, trova il coraggio di rinnovare la sua proposta di matrimonio, dichiarando che i sui sentimenti sono rimasti inalterati. Elizabeth stavolta accetta senza riserve, imbarazzata soltanto al ricordo del burrascoso colloquio a Hunsford e delle accuse infondate rivolte a Darcy in quella occasione. Lui afferma di essersele pienamente meritate, e che da quel momento non aveva fatto altro che riflettere sul suo carattere e cercare di meritare l'amore di Elizabeth. La passeggiata va avanti a lungo, domande e risposte si susseguono, ed Elizabeth viene a sapere che è stata proprio l'intromissione di Lady Catherine, e le risposte che lei le aveva dato, e dare a Darcy la quasi certezza del suo successo. Da ultimo, Darcy le dice di aver confessato tutto a Bingley, e che l'amico, dopo la collera iniziale lo aveva completamente perdonato, anche per le sue assicurazioni sull'amore di Jane per lui. Elizabeth vorrebbe tanto stuzzicare il neo fidanzato sulla sua influenza sull'amico, ma si rende conto che è un po' troppo presto per cominciare ad esercitare il suo spirito su di lui. I due rientrano a Longbourn, senza fare parola a nessuno di quello che era accaduto durante la passeggiata.

Vol. III, cap. 17 (59)
A pranzo, Elizabeth prova un po' di imbarazzo di fronte alle domande sulla sua lunga passeggiata, ma nessuno sospetta nulla, e anche il resto della giornata passa tranquillamente. La sera, Elizabeth si confida con Jane, che, dopo i primi momenti di incredulità, è felicissima di quell'unione. Elizabeth le racconta, un po' seriamente e un po' ricorrendo al suo spirito, tutte le fasi del suo riavvicinamento a Darcy, e la mette al corrente del ruolo da lui avuto nel matrimonio di Lydia. Il mattino dopo Bingley si presenta di nuovo con Darcy; Mrs. Bennet è un po' infastidita da quell'accompagnatore che non sopporta, ed Elizabeth ascolta con malcelato buonumore le recriminazioni della madre per l'obbligo che ha di intrattenere da sola Darcy, per non intralciare l'intimità dei due fidanzati. Bingley, dopo aver salutato con significativo calore Elizabeth, si affretta a proporre una nuova passeggiata, stavolta fin dall'inizio senza Kitty. I quattro si avviano, e durante la passeggiata Darcy ed Elizabeth decidono di chiedere il giorno stesso il consenso dei genitori di lei. Subito dopo il pranzo, Darcy va da Mr. Bennet e poi sussurra a Elizabeth di andare dal padre. Mr. Bennet, ancora convinto dell'antipatia di Elizabeth verso il suo pretendente, è estremamente stupito e cerca di saperne di più, ma Elizabeth lo tranquillizza e lo informa anche che è a Darcy che si deve la felice conclusione della vicenda di Lydia. Ora non rimane che informare Mrs. Bennet, ed Elizabeth lo fa la sera, prima di andare a letto, con una certa preoccupazione. La madre reagisce in modo assolutamente inusuale per lei: ammutolisce e si mostra quasi incapace di credere alla figlia. Poi ridiventa subito se stessa, e dà sfogo alla sua felicità con un impeto che fa presagire tempi duri a Elizabeth. Ma il giorno dopo le cose vanno molto meglio di quanto quest'ultima si fosse aspettata: la madre ha troppa soggezione del futuro genero per importunarlo con i suoi eccessi. Da ultimo, Elizabeth ha la soddisfazione di vedere che la stima del padre verso Darcy cresce di ora in ora.

Vol. III, cap. 18 (60)
I due neo fidanzati parlano del passato, ed Elizabeth cerca di sapere come e quando Darcy si sia innamorato di lei. Darcy non sa essere preciso: sa solo che si è ritrovato innamorato prima ancora di accorgersi di esserlo diventato. Elizabeth, che ha evidentemente superato la ritrosia a prendere un po' in giro il futuro marito, lo stuzzica un po', ma lui reagisce con la solita imperturbabilità. È ormai tempo di divulgare la notizia; Darcy scrive alla Lady Catherine, Elizabeth alla zia Gardiner, per autorizzarla a ritenere giuste le ipotesi che aveva fatto sui due, e Mr. Bennet non si lascia sfuggire l'occasione per scrivere un laconico ma tagliente biglietto a Mr. Collins. Arrivano anche le congratulazioni di altri: quelle di Miss Bingley al fratello e alla futura cognata, e quelle, molto più sincere, di Georgiana. L'aria di Rosings, e conseguentemente di Hunsford, era diventata evidentemente irrespirabile, visto che i Collins arrivano a Lucas Lodge per restarci fino a quando Lady Catherine non abbia sbollito la sua collera, e l'unico rammarico di Elizabeth è quello di vedere l'amato alla mercé dei suoi parenti, in particolare della madre, della zia Phillips e dell'asfissiante Mr. Collins. Ma ormai le nozze sono vicine, ed Elizabeth può consolarsi pensando agli agi e alla tranquillità di Pemberley.

Vol. III, cap. 19 (61)
Dopo il doppio matrimonio le vite di tutti i protagonisti subiscono cambiamenti, più o meno significativi. Mrs. Bennet è felicissima di aver finalmente accasato tre delle cinque figlie, ma questo non migliora affatto il suo carattere e il suo buonsenso; il marito, in fin dei conti, abitudinario com'è, non se la prende molto per questo mancato cambiamento, e si consola con frequenti visite a Pemberley dalla figlia prediletta; Kitty, ormai libera dall'influenza di Lydia, trae molto vantaggio dal restare quasi sempre con le sorelle maggiori; Mary è costretta a far compagnia alla madre, ma si consola moraleggiando nel vicinato e, a detta del padre, sentendosi finalmente liberata dal confronto con sorelle più belle di lei; Lydia e Wickham continuano nella loro vita errabonda, lasciando conti in sospeso dappertutto e sperando sempre che i parenti ricchi accettino di pagarli; Jane e Bingley, dopo aver resistito non più di un anno a Netherfield, preferiscono allontanarsi e comprare una tenuta a breve distanza da Pemberley; Elizabeth e Darcy si godono Pemberley, accanto a Georgiana, sempre più affezionata alla cognata; Miss Bingley fa buon viso a cattivo gioco e Lady Catherine, dopo un lungo periodo di rotta con il nipote, si degna di perdonarlo e di accettare a malincuore la moglie. I Gardiner, infine, restano sempre nel cuore di Elizabeth e Darcy, come coloro che, con quel viaggio provvidenziale nel Derbyshire, erano stati lo strumento che aveva permesso la loro unione.

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