Jane Austen

Orgoglio e pregiudizio
Introduzione

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Orgoglio e pregiudizio

Introduzione


Il 1° novembre 1797 il rev. George Austen scrisse una lettera a Thomas Cadell, un editore di Londra:

Signore,
Sono in possesso di un Romanzo Manoscritto, composto di tre Voll. all'incirca della lunghezza di Eveline di Miss Burney. Dato che sono ben consapevole di quanto sia importante che un'opera del genere faccia la sua prima Comparsa sotto l'egida di un nome rispettabile mi rivolgo a voi. Vi sarò molto obbligato quindi se vorrete cortesemente farmi sapere se siete interessati a essere coinvolti in essa; A quanto ammonteranno le spese di pubblicazione a rischio dell'Autore? e quanto sareste disposti ad anticipare per l'acquisto dei Diritti, se a seguito di un'attenta lettura, fosse da voi approvata? Se la vostra risposta sarà incoraggiante vi spedirò l'opera.
Sono, Signore, il vostro umile Servo,

George Austen

Il manoscritto era della figlia Jane, e si trattava di First Impression, la prima stesura di quello che poi diventerà Pride and Prejudice. Cadell si limitò a scrivere "declined by Return of Post" ("rifiutato a giro di posta") nella parte superiore del foglio, e così finì la prima avventura editoriale di Jane Austen.
Di quel manoscritto non sappiamo praticamente nulla, così come non sappiamo quali siano stati gli interventi dell'autrice per trasformarlo nel suo romanzo più famoso. L'unica cosa certa è che il titolo fu cambiato perché nel 1801 era stato pubblicato un romanzo di Margaret Holford con un titolo identico. La fonte fu probabilmente un romanzo di Fanny Burney, Cecilia, pubblicato nel 1782 e che JA aveva sicuramente letto visto che è citato in una lettera del 1809. (1) Nel capitolo finale di Cecilia, infatti, uno dei personaggi riassume la morale della vicenda ripetendo tre volte i due termini, stampati sempre in lettere maiuscole: "Tutta questa sfortunata faccenda [...] è stata il risultato dell'ORGOGLIO e del PREGIUDIZIO. [...] Ma, comunque, rammentate questo: se all'ORGOGLIO e al PREGIUDIZIO dovete le vostre disgrazie, il bene e il male sono così meravigliosamente bilanciati che all'ORGOGLIO e al PREGIUDIZIO dovete anche la loro fine."
Dalla biografia scritta dal nipote James-Edward sappiamo però che JA ci lavorò a cavallo del 1809/1810, subito dopo il trasferimento delle Austen a Chawton nel luglio del 1809: "durante il primo anno della sua residenza a Chawton sembra che si sia dedicata a rivedere e a preparare per la stampa Sense and Sensibility e Pride and Prejudice". (2)

Le prime notizie sul romanzo le troviamo in una lettera del 29 novembre 1812 a Martha Lloyd (lettera 77), in cui si legge:

P. & P. è venduto. - Egerton lo paga 110 sterline. - Avrei voluto averne 150, ma non potevamo essere entrambi soddisfatti, e non sono affatto sorpresa che abbia preferito non rischiare troppo. - Spero che la vendita risparmi un bel po' di Fastidi a Henry, e quindi per me è la benvenuta. - La Somma sarà pagata a distanza di un anno.

L'anno precedente era stato pubblicato Sense and Sensibility, e le trattative con Egerton erano state condotte in entrambi i casi dal fratello di JA, Henry, che faceva il banchiere a Londra. La pubblicazione avvenne due mesi dopo la data di questa lettera, il 28 gennaio 1813.

Orgoglio e pregiudizio è il romanzo più citato nelle lettere di JA scampate alla distruzione, e credo sia più interessante lasciare la parola all'autrice, più che aggiungere commenti a una delle opere letterarie più famose al mondo. Di seguito, quindi, riporto gli stralci delle lettere in cui JA cita il suo romanzo e, in particolare, la protagonista, Elizabeth Bennet. I numeri delle lettere sono quelli dell'ultima edizione critica: Jane Austen Letters, collected and edited by Deirdre Le Faye, Oxford University Press, 2011.

Non mi meraviglio del tuo desiderio di rileggere first impressions, dato che l'hai scorso raramente, e tanto tempo fa.
(8 gennaio 1799, a Cassandra Austen, n. 17)

Non permetterei in ogni caso a Martha di rileggere First Impressions, e sono molto lieta di non averlo lasciato a vostra disposizione. - Lei è molto astuta, ma io ho capito il suo piano; - intende pubblicarlo ricostruendolo a Memoria, e un'ulteriore attenta lettura potrebbe darle la possibilità di farlo.
(11 giugno 1799, a Cassandra Austen, n. 21)

Voglio dirti che ho avuto il mio adorato Bambino da Londra; mercoledì ne ho ricevuta una Copia, mandata tramite Falknor, con tre righe di Henry per dire che ne aveva data un'altra a Charles, e ne aveva mandata una 3ª con la Diligenza per Godmersham; proprie le due Copie che ero meno ansiosa di collocare. Gli ho scritto immediatamente per pregarlo di mandarmi le mie altre due Copie, a meno che non avesse voglia di prendersi il disturbo di inoltrarle direttamente a Steventon e a Portsmouth [...] L'Annuncio è per la prima volta sul nostro giornale di oggi; 18 scellini [...] Miss Benn era a pranzo da noi proprio il giorno dell'arrivo del Libro, e nel pomeriggio ci siamo completamente dedicate a esso e le abbiamo letto la metà del 1° volume - premettendo che essendo state informate da Henry che quest'opera sarebbe stata presto pubblicata gli avevamo chiesto di mandarcela non appena uscita - e credo che ci abbia creduto senza sospettare nulla. - Si è divertita, povera anima! che non potesse che essere così lo sai bene, con due persone del genere a condurre il gioco; ma sembra davvero ammirare Elizabeth. Devo confessare che io la ritengo la creatura più deliziosa mai apparsa a stampa, e come farò a tollerare quelli a cui non piacerà almeno lei, non lo so proprio. - Ci sono alcuni dei soliti errori - e un "disse lui " o un "disse lei" avrebbero talvolta reso il Dialogo più immediatamente chiaro [...] Il 2° volume è più corto di quanto avrei voluto - ma la differenza non è in realtà così grande come sembra, visto che in questa parte c'è una maggiore percentuale di Narrazione. Tuttavia ho sfrondato e tagliato così bene che nel complesso immagino sia alquanto più corto di S. & S.
(29 gennaio 1813, a Cassandra Austen, n. 79)

la nostra 2ª serata di lettura a Miss Benn non mi è piaciuta così tanto, ma credo che un po' sia da attribuire al modo troppo rapido di procedere della Mamma - e benché nel suo intimo comprenda perfettamente i Personaggi, non è capace di farli parlare come dovrebbero. - Tutto sommato comunque mi sento discretamente fiera e discretamente soddisfatta. - L'opera è un po' troppo leggera, brillante, frizzante; - le manca un po' d'ombra; - avrebbe bisogno di essere allungata qui e là con qualche lungo Capitolo - pieno di buonsenso se fosse possibile, o altrimenti di solenni e speciose sciocchezze - su qualcosa di scollegato alla trama; un Saggio sulla Scrittura, un'analisi critica su Walter Scott, o sulla storia di Bonaparte - o qualsiasi altra cosa che possa fare da contrasto e riportare il lettore con un piacere ancora maggiore al brio e allo stile Epigrammatico che la caratterizza. - Dubito sul tuo pieno accordo con me su questo punto - conosco le tue rigide Convinzioni. - La cautela notata a Steventon riguardo alla paternità del libro è una gradevole sorpresa per me, e mi auguro di cuore che possa servire a evitarti qualsiasi situazione spiacevole; - ma devi essere preparata al fatto che il Vicinato potrebbe già essere al corrente dell'esistenza al Mondo di quest'Opera, e nel Mondo di Chawton! [...] L'errore di stampa più grossolano che ho trovato è a Pagina 220 - Vol. 3 - dove due battute diventano una. - Ci sarebbero potute anche non essere cene a Longbourn, ma suppongo che fossero i residui delle vecchie abitudini di Mrs Bennet a Meryton.
(4 febbraio 1813, a Cassandra Austen, n. 80)

Mi fa estremamente piacere che tu possa parlare così, dopo aver approfondito l'intero romanzo - e le lodi di Fanny sono molto gratificanti; - le mie speranze su di lei erano discretamente solide, ma non tanto da essere una certezza. La sua predilezione per Darcy ed Elizabeth mi basta. Può anche detestare tutti gli altri, se vuole. Stamattina ho ricevuto da lei stessa la sua opinione, ma la tua Versione, che ho letto per prima, non era e non è meno gradita. - A me, non ha mandato che lodi - ma la verità più sincera che ha mandato a te mi basta ampiamente.
(9 febbraio 1813, a Cassandra Austen, n. 81)

Henry e io siamo andati alla Mostra a Spring Gardens. Non è considerata un gran che come raccolta, ma è me è piaciuta moltissimo - in particolare (ti prego di dirlo a Fanny) un piccolo ritratto di Mrs Bingley, estremamente somigliante. C'ero andata nella speranza di vederne uno della Sorella, ma non c'era nessuna Mrs Darcy; - tuttavia, forse potrò trovarla alla Grande Mostra dove andremo, se avremo tempo; - non ho nessuna possibilità di trovarla nella collezione di Dipinti di Sir Joshua Reynolds che è in mostra a Pall Mall, che pure andremo a visitare. Mrs Bingley è proprio lei, taglia, viso, aspetto e dolcezza; non c'è mai stata una somiglianza più grande. È vestita di bianco, con ornamenti verdi, che mi hanno convinta di ciò che avevo sempre immaginato, ovvero che il verde era il suo colore preferito. Credo che Mrs D. sarà in Giallo. [...] Sono molto grata a Fanny per la sua Lettera; - mi ha fatto ridere di cuore; ma non posso aspirare a rispondere. Anche se ne avessi il tempo, non mi sentirei del tutto sicura del genere di Lettera che scriverebbe Miss D. (3) - Posso solo immaginare che Mr D. valuti troppo qualsiasi Ritratto di lei perché gli faccia piacere vederlo esposto in pubblico. - Posso immaginare che lui abbia questo genere di sentimenti - questo miscuglio di Amore, Orgoglio e Delicatezza.
(24 maggio 1813, a Cassandra Austen, n. 85)

Ho qualcosa tra le mani - che spero venderà bene (4) grazie alla fama di P. & P., anche se non è divertente nemmeno la metà.
(3 luglio 1813, a Frank Austen, n. 86)

Lady Robert è incantata da P. & P. - E in realtà a quanto ne so lo era prima che sapesse chi l'aveva scritto - poiché, naturalmente, ora lo sa. - Gliel'ha detto lui [Henry Austen], soddisfatto come se fosse stato un desiderio mio. A me non lo dice, ma lo ha detto a Fanny. E Mr Hastings - sono proprio incantata da quello che ne ha scritto un Uomo come lui. [...] Vorrei proprio che tu leggessi l'opinione di Mr H. su P&P. Il fatto che ammiri così tanto la mia Elizabeth mi è particolarmente gradito.
(15 settembre 1813, a Cassandra Austen, n. 87)

Il povero Dr Isham è costretto ad ammirare P. & P. - e a mandarmi a dire che sicuramente il nuovo Romanzo di Madame Darblay non gli piacerà nemmeno la metà.
(23 settembre 1813, a Cassandra Austen, n. 89)

In Scozia Henry ha sentito elogi entusiasti su P. & P., da Lady Robert Kerr e da un'altra Signora; - e che cosa ha fatto nell'impeto della vanità e dell'Amore Fraterno, se non dir loro immediatamente chi l'aveva scritto? - Una volta dato il via a Qualcosa - si sa come si diffonde! - e lui, cara Creatura, gli ha dato il via molto più di una volta sola. So che è stato fatto tutto perché mi vuole bene e mi apprezza - ma allo stesso tempo, fammi esprimere di nuovo a te e a Mary la mia gratitudine per la maggiore gentilezza da voi mostrata in questa occasione, facendo ciò che desideravo.
(25 settembre 1813, a Frank Austen, n. 90)

Al momento la mia maggiore preoccupazione è che il mio 4° lavoro (5) non disonori quello che c'era di buono negli altri. Ma su questo punto mi renderò giustizia affermando che quali siano i miei desideri per il suo successo, sono fortemente ossessionata dall'idea che a quei Lettori che hanno amato P&P. apparirà inferiore in Arguzia, e a quelli che hanno amato MP. molto inferiore in sani Principi.
(11 dicembre 1815, al rev. James Stanier Clarke, n. 132D)

Il libro ebbe evidentemente successo, visto che la seconda edizione fu pubblicata nell'ottobre dello stesso anno di uscita. La terza fu pubblicata nel 1817, l'anno della morte di JA. La successiva ci fu solo nel 1833, in un'edizione che comprendeva tutti e sei i "romanzi canonici". La prima traduzione italiana è quella di Giorgio Caprin, pubblicata da Mondadori nel 1932.



(1) Lettera 66 del 24 gennaio 1809 a Cassandra.

(2) James-Edward Austen-Leigh, A Memoir of Jane Austen, cap. VI.

(3) Fanny aveva scritto alla zia come se quest'ultima fosse Georgiana Darcy.

(4) Si tratta di Mansfield Park, che sarà pubblicato l'anno successivo.

(5) Emma, pubblicato nel dicembre del 1815. I primi tre erano stati Sense and Sensibility, Pride and Prejudice e Mansfield Park.

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