Jane Austen

Northanger Abbey
L'abbazia di Northanger

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Northanger Abbey
(L'abbazia di Northanger)

inizio: 1798/99 (Susan)
revisione: 1802/3
revisione: 1816 (Catherine)
pubblicazione: 20 dic. 1817
(con Persuasion - datata 1818)
«By the Author of "Pride and Prejudice,"
"Mansfield-Park," &c.»

  Personaggi
Cronologia

Vol. I: 15 capitoli (1-15)
Vol. II: 16 capitoli (16-31)


Il testo originale è quello della prima edizione (Murray, 1818).
Le illustrazioni nel testo sono di C. E. Brock, H. M. Brock e Hugh Thomson, dal sito
www.mollands.net.

Introduzione

Capitoli

 1- 2- 3- 4- 5- 6- 7- 8- 9-10-11
12-13-14-15-16-17-18-19-20-21-22
23-24-25-26-27-28-29-30-31


Due recensioni del 1818

Northanger Abbey and Persuasion
recensione di Richard Whately
Quarterly Review, 1821


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pp.224-€11,00
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Vol. I, cap. 1 (1)
Catherine Morland non ha affatto il fisico e le qualità di un'eroina, almeno da bambina. Ma poi, con il passare del tempo, la situazione migliora; all'epoca in cui la conosciamo ha ormai diciassette anni, si è fatta quasi graziosa, ha cominciato a pensare a balli e giovanotti, si è dedicata con impegno a letture che le potessero fornire le basi e, insomma, sembra proprio che sia sulla buona strada, anche se il villaggio in cui vive non le offre certo grandi opportunità di incontrare l'eroe a lei destinato. Ma, per fortuna, accade sempre qualcosa, e in questo caso il qualcosa si materializza in una coppia di vicini, gli Allen. Lui deve andare a Bath per curare la sua gotta, e la moglie, forse consapevole di essere uno strumento del destino, invita Catherine ad accompagnarli. I genitori sono d'accordo, lei e felicissima. Dunque: a Bath.

Vol. I, cap. 2 (2)
La partenza di Catherine non provoca particolari emozioni in casa Morland, non c'è nessun addio straziante, né particolari raccomandazioni circa i rischi a cui potrebbe andare incontro una vera eroina. Anche il viaggio è tranquillo, e l'unica emozione per Catherine è arrivare a Bath e aspettarsi qualcosa di ancora un po' indefinito. La prima uscita è piuttosto deludente; la sala da ballo è stracolma, e Catherine e Mrs. Allen, subito abbandonate dal marito per la sala da gioco, passano il tempo a districarsi tra la folla, a rimpiangere di non conoscere nessuno e a chiedersi che cosa fare, visto gli uomini abbondano, ma di cavalieri per Catherine non se ne parla neanche. Solo alla fine, quando stanno ormai per andarsene, Catherine riesce a origliare un paio di giovanotti che la definiscono carina: tanto le basta per sentirsi soddisfatta e ritenere quella serata molto migliore di quanto l'avesse ritenuta in precedenza.

Vol. I, cap. 3 (3)
Passa qualche giorno, e Catherine e Mrs. Allen si recano alle Lower Rooms. Qui Catherine è più fortunata, visto che il maestro di cerimonie le presenta un giovanotto molto distinto e di aspetto gradevole: Mr. Tilney. Dopo aver ballato, i due si mettono a chiacchierare; Mr. Tilney sfodera la sua arguzia e Catherine, pur rendendosi conto dello spirito del suo cavaliere, non sa bene come reagire alle sue facezie. L'arrivo di Mrs. Allen provoca una sorpresa: Mr. Tilney è molto ferrato nella conoscenza delle stoffe, cosa che lascia sbalordite le due donne. Finito il ballo, Catherine torna a casa, con il desiderio di approfondire quella conoscenza e, forse, nei suoi sogni si fa spazio quel bel cavaliere, anche se, in effetti, sarebbero sogni un po' inappropriati e prematuri. Intanto Mr. Allen, conscio dei suoi doveri nei confronti della fanciulla che gli è stata affidata, si è già informato sul conto di Mr. Tilney, e i risultati lo soddisfano pienamente.

Vol. I, cap. 4 (4)
Il giorno dopo Catherine torna nella Pump Room sicura di rivedere Mr. Tilney, ma lui purtroppo non si fa vedere. La delusione, però, è subito ripagata da un incontro inaspettato: Mrs. Allen viene riconosciuta da una vecchia compagna di scuola e, finalmente, la cerchia di conoscenze a Bath comincia ad allargarsi. Mrs. Thorpe, vedova con sei figli, è a Bath con le tre figlie femmine, subito presentate a Mrs. Allen e a Catherine. Ma c'è un'altra sorpresa in serbo: le Thorpe conoscono James, il fratello di Catherine, che, come lei stessa poi si ricorda, aveva da poco fatto amicizia nel college con uno dei loro fratelli e aveva passato con loro le vacanze di Natale. La maggiore delle Thorpe, Isabella, fa subito amicizia con Catherine, che è ben lieta di apprendere cose per lei nuove da quella nuova amica di quattro anni più grande di lei. Isabella accompagna Catherine a casa e le due, ormai amiche per la pelle, si danno appuntamento la sera stessa a teatro e il mattino dopo in chiesa.

Vol. I, cap. 5 (5)
Anche la sera a teatro e il giorno successivo nei vari ritrovi al chiuso e all'aperto di Bath, di Mr. Tilney nemmeno l'ombra. Da una parte Catherine è delusa, ma dall'altra, questo alone di mistero non fa che accrescere il suo interesse. L'amicizia con Isabella prosegue spedita, e l'amica la incoraggia a continuare a pensare a quel bel giovanotto, affermando che anche lui non può essere rimasto indifferente al fascino di Catherine. Le due amiche ormai sono inseparabile, come d'altronde Mrs. Thorpe e Mrs. Allen, anche se queste ultime continuano imperterrite più a parlare ciascuna delle proprie faccende che ad ascoltare quelle dell'altra. Catherine e Isabella non si dividono nemmeno nelle giornate di brutto tempo, quando si rinchiudono in casa a leggere romanzi; sì, proprio quei romanzi così bistrattati dalla critica, e talvolta persino dai loro stessi autori, che sono invece una delle più alte espressioni della letteratura, soprattutto se paragonati a libri apparentemente più "seri" che però, in definitiva, si limitano a ripetere lo stile del passato e non interessano più a nessuno.

Vol. I, cap. 6 (6)
Un mattino, le due amiche si ritrovano nella Pump Room, e dopo qualche divagazione su un grazioso cappellino, parlano dei romanzi che stanno leggendo e di quelli in serbo per future letture; naturalmente sono tutti "romanzi dell'orrore", a partire dal più famoso, i Misteri di Udolpho di Ann Radcliffe. Poi la conversazione si dirige verso Mr. Tilney, che Isabella considera ormai lo spasimante di Catherine, con qualche dubbio da parte di quest'ultima. Le chiacchiere tra le due vengono interrotte da Isabella, che ha notato due giovanotti che secondo lei le stanno fissando da tempo; i due se ne vanno, e Isabella, fingendo di volervi evitare ma in realtà desiderosa di osservarli meglio, costringe Catherine, con la scusa del cappellino da farle vedere in una vetrina, a uscire e a correre dietro ai due.

Vol. I, cap. 7 (7)
Mentre le due ragazze cercano di districarsi tra la folla, senza che Isabella perda d'occhio i due giovanotti, hanno la sorpresa di veder arrivare insieme in calesse i fratelli di entrambe: John Thorpe e James Morland. L'incontro è caloroso, Isabella si accaparra subito James, mentre Catherine è costretta ad ascoltare un lungo e noioso resoconto di John, sui meriti del proprio cavallo e sulle circostanze dell'acquisto del calesse. Anche i tentativi di avviare un discorso diverso naufragano, quando Thorpe si dichiara particolarmente avverso ai romanzi, anche se dimostra di non averne una grande conoscenza. Una volta arrivati da Mrs. Thorpe, il comportamento affettuoso ma ancora una volta piuttosto rozzo del figlio non piace molto a Catherine, che però, visti i rapporti tra loro due e i fratelli Thorpe, e non ultimo il fatto che John l'abbia già invitata a ballare con lui quella sera, non può che rispondere positivamente alle domande del fratello su entrambi, anche se su John il suo giudizio è esattamente opposto. Dalle parole di James si capisce la sua attrazione per Isabella, ma Catherine, ancora piuttosto ingenua da questo punto di vista, non se ne accorge nemmeno. I due fratelli arrivano dagli Allen, e James è costretto a rifiutare l'invito a pranzo di questi ultimi a causa dell'impegno precedente con i Thorpe; Catherine è così libera di dedicarsi completamente alla lettura dell'amato Udolpho.

Vol. I, cap. 8 (8)
I due gruppi si incontrano la sera per il ballo nelle Upper Rooms. Dopo le solite smancerie di Isabella, lei e James vanno a ballare, lasciando Catherine a rimuginare sul suo cavaliere, sparito per andare a parlare con un amico. Dopo un po', comunque, c'è una piacevole sorpresa: finalmente riappare Mr. Tilney, al braccio di una ragazza che Catherine, a ragione, immagina essere la sorella. I due sono con un'amica di Mrs. Thorpe e si avvicinano perciò a loro; Mr. Tilney invita Catherine a ballare, ma lei, con enorme rincrescimento, si vede costretta a rifiutare, visto il suo impegno precedente; e quando John Thorpe si degna alla fine di ripresentarsi, il ballo con lui non è certo dei più piacevoli. Ormai l'occasione di ballare con Mr. Tilney è persa, visto che lui si è procurato un'altra dama, e per Catherine, che ha rifiutato di ballare di nuovo con Thorpe, la serata trascorre nella noia e nel rimpianto, con la sola consolazione di aver constatata che la sorella di Mr. Tilney, con la quale è però riuscita ad avere solo una breve e banale conversazione, è una persona affabile e piacevole.

Vol. I, cap. 9 (9)
Il mattino dopo, Catherine decide di approfondire la conoscenza con Miss Tilney e progetta di recarsi alla Pump Room, quando arriva improvvisamente John Thorpe a ricordarle dell'impegno, preso la sera precedente, di fare una gita in calesse con lui e la coppia Isabella, James. Catherine rimane un po' sconcertata, ma alla fine accetta di buon grado. La gita, però, rivela ancora di più la natura volgare e presuntuosa di Thorpe, che non fa altro che parlare di se stesso e delle sue prodezze di varia natura, e che non manca di informarsi circa il patrimonio di Mr. Allen e i suoi rapporti con i Morland. Una volta tornata a casa, Catherine scopre che Mrs. Allen, durante una passeggiata con Mrs. Thorpe, ha incontrato Mr. e Miss Tilney insieme a Mrs. Hughes, e che quest'ultima, vecchia compagna di scuola della defunta Mrs. Tilney, le ha raccontato molte cose di quella famiglia, cose che, però, Mrs. Allen ricorda a malapena e con pochissima precisione. Catherine si rammarica di aver perso l'opportunità di rivedere fratello e sorella, e, ripensando alla gita, si convince sempre di più di come John Thorpe sia davvero un tipo da evitare.

Vol. I, cap. 10 (10)
La sera i Thorpe, gli Allen e i Morland si rivedono a teatro, e Isabella continua a fare allusioni a Catherine sul proprio rapporto con il fratello dell'amica, ma quest'ultima sembra non cogliere i suoi nemmeno tanto velati sottintesi. Il mattino dopo, come al solito, si recano tutti nella Pump Room, dove Catherine spera di incontrare i Tilney. Finalmente vede Miss Tilney, apprende che il fratello è andato a fare una cavalcata con il padre, e intavola una conversazione attraverso la quale la sua interlocutrice capisce perfettamente i suoi sentimenti per Mr. Tilney, mentre Catherine non si rende conto di averli involontariamente rivelati. Le due si danno appuntamento per il ballo dell'indomani, e Catherine torna a casa felicissima e piena di speranze. La sera del giorno dopo, Catherine, appena arrivata in sala, cerca in tutti i modi di evitare John Thorpe, ansiosa di vedere i Tilney e con la speranza di essere nuovamente invitata a ballare da Henry. Proprio quando ha perso le speranze di individuarli in quella ressa, si sente invitare proprio da lui, e naturalmente accetta senza celare il proprio entusiasmo. Thorpe raggiunge subito dopo la coppia, e fa le sue rimostranze a Catherine, dicendole che si era impegnata con lui; quando Catherine gli dice di non ricordare affatto un impegno del genere, lui le chiede chi sia il suo cavaliere, e sembra dimenticare subito l'affronto, informandosi su eventuali possibilità di vendere un cavallo a Tilney. Fortunatamente Catherine riesce a liberarsi presto dell'importuno, e Tilney, con un fare tra il serio e il faceto, la rimprovera per averlo fatto aspettare conversando con un altro, paragonando gli obblighi di un ballo a quelli del matrimonio. Catherine, come al solito, non coglie il lato scherzoso delle parole del suo cavaliere, e si infervora nel cercare di dimostrare le proprie tesi, anche riguardo alle differenza tra la vita di Bath e quella in campagna. Finalmente i due si accingono a ballare, ma Catherine si accorge si essere osservata con attenzione da un signore non più giovanissimo, ma di bell'aspetto e dall'aria autorevole, che il suo cavaliere le rivela essere il padre. Prima della fine della serata, Catherine i Tilney di mettono d'accordo per una passeggiata in campagna il mattino dopo, e Catherine torna a casa con il cuore in tumulto.

Vol. I, cap. 11 (11)
Il mattino dopo il tempo è grigio, ma Catherine non si lascia scoraggiare, anzi, quell'inizio poco promettente le sembra di buon auspicio per una bella giornata. Ma le sue speranze vanno deluse; comincia a piovere, e la pioggia continua fino a oltre mezzogiorno, l'ora dell'appuntamento con i Tilney. Poco dopo, però, comincia ad apparire qualche raggio di sole, e Catherine ricomincia a sperare; ma ecco che arrivano due calessi, con i Thorpe e il fratello; Catherine immagina che siano venuti a prenderla, ma è risoluta a non uscire e ad aspettare l'eventuale arrivo dei Tilney. I tre nuovi arrivati insistono perché vada con loro, parlando di fango che non permette di passeggiare e di luoghi che attirano l'attenzione di Catherine, in particolare un castello che lei immagina subito come quello di Udolpho. In più Thorpe le dice di aver visto per caso i fratelli Tilney che si dirigevano in carrozza da tutt'altra parte. Catherine si lascia convincere, ma, appena partiti, lungo una delle strade che Thorpe percorre di corsa, vede i Tilney, che la guardano sorpresi di vederla andar via. Catherine tenta invano di fermare Thorpe, e la gita si trasforma in un tormento, con le solite chiacchiere del suo compagno e con nemmeno la consolazione del castello, visto che sono costretti a tornare indietro dopo poco più di un'ora, rendendosi conto che non avrebbero fatto in tempo a vedere quello che avevano programmata. Una volta tornata a casa, Catherine viene a sapere che i Tilney si sono fatti vivi poco dopo la sua partenza, e se ne sono andati dopo aver chiesto se ci fosse qualche messaggio per loro, messaggio che naturalmente Catherine non aveva lasciato. Catherine passa la serata dai Thorpe, di pessimo umore, e va a letto con la prospettiva, molto adeguata a un'eroina, di una notte insonne e tormentata.

Vol. I, cap. 12 (12)
Il mattino dopo, Catherine va da Miss Tilney per scusarsi, ma ha l'amara sorpresa di sentirsi dire che la signorina è fuori casa e di vederla invece uscire col padre qualche minuto dopo. La mortificazione è tanta, e Catherine pensa addirittura di non andare nemmeno a teatro la sera, ma poi ci ripensa, e fa bene, perché lì, quasi alla fine dello spettacolo, vede i Tilney, padre e figlio, e quest'ultimo, dapprima un po' sulle sue, accetta di buon grado le giustificazione di Catherine, e anzi le porge le scuse della sorella, spiegandole anche che l'apparente scortesia della mattina era dovuta solo alla fretta di uscire del padre. Durante il colloquio con Tilney, Catherine è sorpresa nel vedere Mr. Thorpe chiacchierare con il generale Tilney, apparentemente proprio di lei; chiede al figlio se i due si conoscono, ma lui non ne sa nulla. All'uscita del teatro Catherine viene raggiunta da Thorpe, che le dice di aver conosciuto il generale a Londra e le conferma che stavano parlando proprio di lei, riferendole una lusinghiera opinione del generale. Catherine è al settimo cielo: ha chiarito l'equivoco con fratello e sorella e ha scoperto di non essere affatto invisa al generale; la serata che si annunciava così triste si è invece rivelata felicissima.

Vol. I, cap. 13 (13)
La domenica, durante la passeggiata pomeridiana al Crescent, i Thorpe e James decidono di fare l'indomani la gita a Clifton che era stata interrotta. Catherine che si era allontanata per parlare con Miss Tilney, ne viene informata, ma si rifiuta decisamente di andare, visto che, proprio pochi momenti a prima, si era messa d'accordo per fare la famosa passeggiata con i Tilney proprio l'indomani. A nulla valgono le pressioni dei tre, ma alla fine Thorpe, che si era allontanato dal gruppo dopo il primo rifiuto di Caroline, torna trionfante, dicendo di aver parlato con Miss Tilney, che si era mostrata d'accordo a rimandare la passeggiata al martedì dopo che lui le aveva detto di essere stato incaricato da Catherine di informarla di un impegno precedente. Catherine quasi non riesce a credere a una cosa del genere, ma poi si rende conto che Thorpe ha compiuto davvero un atto così riprovevole e, quasi scappando dai tre, corre dai Tilney per smentire quel falso messaggio. Arrivata di corsa, vede i Tilney entrare in casa e, senza nemmeno farsi annunciare, li raggiunge in salotto e tenta affannosamente, e senza molta coerenza, di spiegare l'accaduto, senza quasi nemmeno accorgersi che è presente anche il generale. La spiegazione raggiunge comunque lo scopo, e Catherine, dopo aver confermato la sua partecipazione alla passeggiata, viene presentata al generale, dal quale ha il piacere di essere trattata con estrema cortesia e di essere addirittura invitata a pranzare da loro e a passare lì la giornata. Catherine deve rifiutare, visto che è attesa dagli Allen, e il generale l'accompagna personalmente alla porta, sempre con estrema gentilezza. Una volta dagli Allen, Catherine chiede consigli sulla giustezza del suo comportamento, e ha il sollievo di sentire che entrambi, anche se Mrs. Allen lo fa con motivazioni piuttosto diverse da quelle del marito, approvano le sue decisioni.

Vol. I, cap. 14 (14)
Il mattino dopo, finalmente, Catherine può fare la sua tanto agognata passeggiata con i Tilney. Si avviano verso Beechen Cliff, e la conversazione spazia dalle bellezza della natura al gusto per l'arte, dai romanzi della Radcliffe ai libri di storia, dai dubbi di Catherine sui gusti maschili in fatto di letteratura alle rassicurazioni in tal senso di Mr. Tilney. Quest'ultimo non perde occasione per prendere bonariamente in giro Catherine, mentre la sorella cerca di arginarlo pregandola di non prenderlo troppo sul serio. Lo spirito di Tilney, però, è stuzzicato da un equivoco: Catherine parla di un nuovo romanzo gotico in uscita a Londra in termini che Miss Tilney fraintende, immaginando che stia parlando di una rivolta. Nel chiarire l'equivoco, Tilney fa delle affermazioni sulle donne che la sorella, ancora una volta, si premura di smentire, anche se Catherine non è certo nello stato d'animo adatto per cogliere alcunché di sbagliato nelle parole del fratello. La passeggiata è talmente deliziosa che l'unico difetto che le trova Catherine è la sua brevità, e, una volta riaccompagnata a casa, ha la gioia di sentirsi invitare a pranzo dai Tilney per due giorni dopo. Le delizie della mattinata le hanno fatto dimenticare i suoi amici offesi e Catherine, non riuscendo ad avere informazioni da Mrs. Allen, trova una scusa per uscire e non fa molta strada prima di imbattersi in Anne, una delle sorelle di Isabella, in compagnia di due nuove amiche; Anne le conferma che la gita c'era stata, che Thorpe aveva portato con sé Maria, l'altra sorella, e che lei non aveva alcun rimpianto per essere stata lasciata a Bath. Catherine ha qualche dubbio su queste ultime affermazioni, ma si sente sinceramente lieta di non aver provocato l'annullamento di quella gita così desiderata dal fratello e da Isabella, e nel contempo spera che i due abbiano ormai dimenticato l'offesa.

Vol. I, cap. 15 (15)
Il mattino del giorno dopo Catherine riceve un biglietto di Isabella, che la prega di andare subito da lei per una notizia della massima importanza. Catherine si precipita dall'amica, che le rivela di essersi fidanzata con il fratello e che quest'ultimo andrà subito dal padre a chiedere il consenso per le nozze. Isabella è molto in ansia, dichiara di non sentirsi degna di un'unione del genere, e Catherine cerca di rassicurarla, un po' stupita per le affermazioni dell'amica, dato che, pur nel suo affetto di sorella, non aveva mai considerato James un partito talmente desiderabile. Quest'ultimo prende congedo subito dopo, e il giorno successivo Catherine torna dall'amica per aspettare insieme a lei la lettera da Fullerton con quel consenso tanto sperato. La lettera arriva, è positiva, anche se molto stringata, ma basta a mandare in estasi Isabella e tutta la sua famiglia. Anche Thorpe non si risparmia, nel suo solito modo, e, anzi, si spinge a fare affermazioni molto esplicite circa un secondo matrimonio in vista, affermazioni che Catherine, che più che alle sue parole sta pensando alla necessità di tornare presto a casa per prepararsi al pranzo dai Tilney, lascia cadere senza prestare molta attenzione. Gli Allen non si dimostrano molto sorpresi dalla notizia, e l'unica reazione un po' più calorosa è di Mrs. Allen, che si dimostra dispiaciuta per l'improvvisa partenza di James per Fullerton, che non le ha dato la possibilità di affidargli i suoi omaggi per i genitori.

Vol. II, cap. 1 (16)
Il pranzo dai Tilney non va come Catherine si era aspettata; sono tutti cortesi ed educati, ma lei avverte una sensazione di disagio che non riesce a spiegare. Ne parla con l'amica Isabella, e quest'ultima la liquida affermando che si era sempre aspettata un comportamento del genere da quella famiglia. Catherine, comunque, non si lascia influenzare, anche perché spera di avere una smentita a quei dubbi la sera stessa, durante il ballo al quale parteciperanno tutti, anche Isabella, che, sia pure in ambasce per l'assenza dell'amato, non ci mette troppo a farsi convincere, proclamando comunque di non avere nessuna intenzione di ballare. Al ballo, Catherine si tranquillizza completamente, visto che sia Tilney che la sorella sembrano fare di tutto per compiacerla. Tra loro c'è anche il fratello maggiore, il capitano Tilney, appena arrivato a Bath, un uomo molto affascinante, anche se Catherine lo considera senz'altro inferiore al fratello. Il capitano, evidentemente attirato dalla bellezza di Isabella, chiede se quest'ultima sia disposta a ballare, ma Catherine, tramite Henry, risponde che l'amica è fermamente decisa a non farlo. Ma pochi minuti dopo Catherine, con suo grande stupore, vede Isabella che si accinge a ballare con lui. Le giustificazioni dell'amica non sembrano molto convincenti, ma Catherine non insiste più di tanto. Nel successivo incontro tra le amiche, Catherine viene a sapere che è arrivata una seconda lettera da parte di James, che precisa le entrate che il padre ha messo a sua disposizione, entrate delle quali però potrà venire in possesso solo nell'arco di due o tre anni. Isabella e la madre, pur con molta cautela, non sembrano molto soddisfatte della generosità di Mr. Morland, e Catherine si sente ferita da queste allusioni, fino a quanto Isabella non riesce a convincerla che il suo unico rammarico è dover aspettare tanto prima di sposare il suo caro James, che arriva a Bath poco dopo la sua lettera.

Vol. II, cap. 2 (17)
Sono ormai sei settimane che gli Allen sono a Bath, e la questione di rimanere o meno ancora per qualche tempo angoscia Catherine, ansiosa di continuare a frequentare i Tilney. La decisione finale è tranquillizzante: gli Allen decidono di restare per almeno altre due settimane. Catherine si affretta da Miss Tilney con questa bella notizia, ma viene gelata dalle parole dell'amica, che la informa della loro prossima partenza, decisa irrevocabilmente dal padre. L'angoscia di Catherine però è di breve durata; dopo un esitante e vago accenno di Miss Tilney, arriva il padre, che chiede a Catherine di accompagnarli per un soggiorno a casa loro, casa che si rivela essere l'abbazia di Northanger. Catherine va in estasi, sia per l'invito inaspettato che per quel nome così evocatore, che le promette misteri e scoperte straordinarie, in un luogo così simile a quelli da lei tanto sognati durante le sue letture. I genitori le mandano prontamente il loro assenso, e Catherine è in estasi e si considera la creatura più felice del mondo.

Vol. II, cap. 3 (18)
Troppo occupata con i Tilney, Catherine si è quasi dimenticata della sua amica Isabella, e quando la incontra nella Pump Room viene invitata ad appartarsi con lei, che la informa dell'arrivo di una lettera di Thorpe, dove quest'ultimo dichiara il suo amore e, soprattutto, si dice certo di essere corrisposto. Catherine cade dalle nuvole e cerca di convincere l'amica che le certezze del fratello sono solo frutto di un terribile malinteso, visto che lei non si era mai resa conto né dell'interesse suscitato, né tanto meno di averlo incoraggiato. Isabella, dapprima un po' scettica, la prende con filosofia, ma nel frattempo Catherine nota nell'amica un'agitazione che non riesce a capire; le chiede se stia forse aspettando l'arrivo delle sorelle, ma Isabella rimane sul vago, fino a quando non fa il suo ingresso il capitano Tilney, che si avvicina subito a loro a comincia a bisbigliare con Isabella. Catherine, così vicina ai due, non può fare a meno di ascoltare, e le parole dolci del maggiore dei Tilney, ma soprattutto l'atteggiamento apparentemente consenziente di Isabella, la stupiscono enormemente. Alla fine non riesce più a restare con loro, e si allontana, chiamata da Mrs. Allen, che intende tornare a casa. Catherine ripensa a quella scena e si sente confusa; le rivelazione su John Thorpe innamorato di lei, ma ancora di più quell'apparente acquiescenza alla corte di Tilney da parte della promessa sposa del fratello la lasciano interdetta, ma alla fine ma non può che convincersi della buona fede di Isabella, pur non sentendosi affatto tranquilla.

Vol. II, cap. 4 (19)
Catherine continua a osservare il comportamento di Isabella, e non si sente affatto tranquilla. Non riesce a capire il fatto che accetti così di buon grado le attenzioni del capitano Tilney, e si convince che quest'ultimo debba essere all'oscuro del fidanzamento, visto che sembra non tenerne conto. Una passeggera consolazione le deriva dalla prossima partenza dei Tilney, ma quando viene a sapere che il capitano resterà a Bath decide di confidarsi con Henry. Lui, però, la informa che il fratello, informato da lui stesso, è al corrente del fidanzamento di Isabella, e che lui non può certo intervenire in una cosa che non lo riguarda. Catherine è molto allarmata, e Tilney cerca di attenuare le sue preoccupazioni con argomenti che alla fine lei accetta, pur restando in dubbio. L'ultima serata prima della partenza per Northanger la consola un po', visto che Isabella è affettuosa come al solito, e anche se nota qualche indizio che la mette un po' in allarme, ripensa alle parole di Henry e si tranquillizza.

Vol. II, cap. 5 (20)
Arriva finalmente il giorno della partenza, Mr. Allen accompagna Catherine dai Tilney e, dopo un certo imbarazzo da parte di quest'ultima, in particolare per le insistenti premure del generale, si parte: Catherine, Miss Tilney e la sua cameriera nella carrozza, Henry e il padre nel calesse. Il viaggio prevede una sosta di un paio d'ore a metà strada e, nel momento di ripartire, Catherine ha la sorpresa di sentirsi offrire dal generale il posto nel calesse accanto a Henry, proposta che, dopo un istante di disorientamento, accetta con gioia. Questa seconda gita in calesse è molto diversa dalla prima, quella con Thorpe alla guida; Henry è bello, gentile, nient'affatto presuntuoso, e guida come un angelo. Durante il tragitto Henry si prende bonariamente gioco della fantasia di Catherine, che si aspetta come minimo un'abbazia piena di misteri e di fantasmi. All'arrivo però, rimane un po' delusa; ci sono molte costruzioni moderne, le stanze e il loro arredamento non sembrano così antiche e misteriose come lei si era immaginata. Quando però Miss Tilney, visto l'approssimarsi del pranzo, l'accompagna nella sua stanza per cambiarsi, Catherine sale lunghe rampe di scale, attraversa lungi corridoi e gallerie: forse l'abbazia le riserverà qualcuna delle emozioni che si aspettava.

Vol. II, cap. 6 (21)
La stanza riservata a Catherine non è affatto come lei se l'era aspettata, né somiglia a quella che le aveva descritto Tilney durante il viaggio in calesse. Eppure qualcosa di particolare c'è: una vecchia e pesante cassapanca, infilata in una rientranza, che attira subito l'attenzione di Catherine, la cui fantasia immagina subito la scoperta di qualche mistero. Aprirla non è facile, Catherine viene anche disturbata dall'arrivo della cameriera di Miss Tilney, ma alla fine la cassapanca si apre e rivela il suo contenuto: un semplice copriletto bianco. Catherine si vergogna delle sue assurde fantasie, soprattutto perché, proprio in quel momento, arriva Miss Tilney per dirle gentilmente che è arrivata l'ora di pranzare. Le due corrono di sotto, trovano il generale Tilney che aspetta con impazienza, ma diventa subito cortese vedendo Catherine. Durante il pranzo Catherine è intimidita dal generale, ma si sente comunque felice di essere lì, e non ha alcun rimpianto di Bath. Arriva l'ora di ritirarsi, Catherine rientra nella sua stanza, e qui, mentre fuori infuria un violento temporale, ha un'altra sorpresa. Si accorge di un elegante mobiletto giapponese che prima, stranamente, non aveva notato, e che, cosa ancora più straordinaria, sembra essere molto simile a quello descritto da Tilney, sempre durante il viaggio verso Northanger, che lui aveva arricchito con scherzose allusioni ai misteri dell'abbazia. Catherine riesce dopo diversi tentativi ad aprirlo e a constatare che sembra completamente vuoto, ma ecco che nell'ultima cavità del mobiletto, ben nascosto, spunta un rotolo di fogli manoscritti. Catherine, agitatissima e di nuovo certa di aver scoperto qualche terribile segreto, cerca di ravvivare la candela per vedere meglio, ma le sue mani tremanti la tradiscono, e la candela si spegne. Gelata dalla paura, si precipita nel letto rifugiandosi sotto le coperte, e solo dopo tre lunghe ore insonni e agitate cade in un sonno profondo.

Vol. II, cap. 7 (22)
Il mattino dopo, Catherine, appena svegliata dalla cameriera, si precipita a esaminare il prezioso manoscritto, che, però, si rivela una semplice raccolta di conti della lavandaia, che sicuramente qualche domestica aveva lasciato per sbaglio nel mobiletto. Vergognandosi molto per quell'ennesima prova di quanto assurde fossero le sue fantasie, si affretta e scendere e, prima di sedersi a colazione, si trova da sola con Henry, che continua a prenderla bonariamente in giro, anche se lei fa di tutto per nascondere il suo imbarazzante comportamento. Durante la colazione, il generale lascia cadere un accenno a un qualche futuro legame tra di loro, che Catherine è l'unica a non cogliere. Una volta finita la colazione, Henry parte per Woodston, la sede del suo beneficio ecclesiastico, e il generale si offre di accompagnare Catherine, insieme alla figlia, in giro per la casa e per il parco, scegliendo di cominciare con quest'ultimo, vista la bella giornata. Catherine avrebbe preferito visitare la casa, ma si adatta alla scelta del generale, e rimane comunque estasiata dalla bellezza della proprietà. Dopo aver visitato le moltissime serre dell'orto, il generale propone la visita di una parte più lontana del parco, e la figlia si incammina per uno stretto sentiero che lui subito considera poco adatto, perché ombreggiato e probabilmente ancora umido di pioggia. Miss Tilney insiste, e il generale lascia le due signorine per percorrere una strada diversa, dando loro appuntamento nella casina da tè. Catherine viene a sapere da Miss Tilney che quella era la passeggiata preferita dalla madre, e, dalle risposte della sua amica alle domande su quest'ultima, comincia a convincersi che debba esserci qualcosa di non chiaro nel rapporto tra il generale e sua moglie; il timore e la poca simpatia che lei aveva istintivamente provato per lui comincia così a diventare una vera e propria avversione, visto che il suo presunto comportamento coniugale le riporta alla mente molti esempi letti nei libri tanto amati. I suoi sospetti trovano conferma una volta incontratesi di nuovo con il generale, che impone alla figlia di aspettarlo prima di far vedere l'interno dell'abbazia a Catherine: sicuramente ha qualcosa da nascondere.

Vol. II, cap. 8 (23)
Finalmente il generale torna, e Catherine viene condotta a visitare l'interno dell'abbazia. Quello che vede la delude un po': gli arredi sono troppo moderni, in cucina ci sono troppe comodità, ma soprattutto nota che molti ambienti le vengono nascosti; nonostante le precedenti esperienze di fantasticherie senza fondamento, non può fare a meno di notare il comportamento del generale, sempre ansioso di far notare ciò che vuole e altrettanto ansioso di nascondere quei luoghi che secondo Catherine sarebbero i più interessanti. I sospetti diventano certezze quando Miss Tilney, che si accingeva a portare la sua amica nella stanza che era stata della madre, viene imperiosamente bloccata dal padre; Catherine arriva subito alla conclusione che le sue esperienze di lettrice le fanno sembrare più ovvia: non è vero che Mrs. Tilney è morta; sicuramente il marito l'ha rinchiusa, per motivi ignoti, in qualche angolo nascosto dell'abbazia, e altrettanto sicuramente il comportamento sfuggente del generale vuole solo nascondere il suo crudele comportamento, del quale sicuramente i figli non sono a conoscenza. Catherine rimugina su questo sospetto, e si ripropone di controllare i movimenti del generale, visto che solo lui è in grado di mantenere in vita la sventurata moglie, portandole ogni notte un po' di cibo scadente; decide così di aspettare la mezzanotte per spiarlo, ma mezzora prima si addormenta...

Vol. II, cap. 9 (24)
Il giorno dopo, domenica, Catherine partecipa alle funzioni religiose con i Tilney, e si meraviglia di come il generale possa mostrarsi così tranquillo in una chiesa, persino di fronte al monumento in ricordo della moglie. Durante la giornata non ha modo di restare da sola con Miss Tilney per farsi mostrare la stanza della madre: il mattino successivo, però, approfittando della solita passeggiata del generale, le due donne si accingono a quella visita; ma, prima di riuscire a entrare nella stanza, vengono bloccate dall'arrivo inaspettato del generale, che chiama a gran voce la figlia e le impone di andare con lui. Catherine decide perciò di fare quella visita da sola, sia per non coinvolgere più l'amica, sia per poter cercare con più libertà le prove a sostegno dei suoi sospetti. Il pomeriggio riesce a eclissarsi e a recarsi in quella stanza misteriosa, ma, come le era già accaduto due volte in precedenza, rimane delusa, non trovando nulla di ciò che si era aspettata; decide così di tornare nella sua stanza a espiare ancora una volta la sua follia nell'immaginare cose inesistenti, ma viene bloccata da dei passi che si avvicinano; non riesce a individuare una via d'uscita e si trova davanti Henry, tornato in anticipo e stupito quanto lei. Catherine cerca di liberarsi il prima possibile da quella situazione imbarazzante, ma Henry, che ha cominciato a sospettare qualcosa, la costringe, con abili domande, a rivelare i suoi dubbi sul padre, che lui demolisce immediatamente, affermando che sia lui che il fratello erano stati presenti alla morte della madre, e che il padre, pur non essendo il migliore dei mariti, non meritava certo di vedersi attribuite quelle colpe così tremende. Catherine non può fare altro che scoppiare in lacrime e rifugiarsi in camera sua.

Vol. II, cap. 10 (25)
Catherine sfoga la sua infelicità per circa mezzora, ma poi, quando si decide a scendere, si consola presto, vedendo come Henry la tratti con la solita premura, anzi, forse con più premura del solito. Riflette a lungo sulle sue sciocche fantasie, e alla fine si convince che la causa di tutto è stata la lettura di quei libri che, sia pure affascinanti, non sono certo da prendere alla lettera, specialmente se si vive in un paese civile come l'Inghilterra. Superate le sue pene, Catherine ricomincia a pensare alla sua amica Isabella, che non le ha ancora scritto, pur avendole promesso di farlo con molto fervore. Quella delusione va avanti per nove giorni e, finalmente, il decimo vede arrivare una lettera. Ma non è di Isabella, è di James, che la informa di aver rotto il fidanzamento e che la sua amata è in procinto di sposarsi con il capitano Tilney. Catherine è sconvolta; non riesce a reprimere i propri sentimenti di fronte a Henry e a Eleanor, ma non sa nemmeno decidersi a rivelare quelle spaventose notizie. Alla fine si lascia sfuggire qualcosa, ed Henry capisce subito di che cosa si tratta. Entrambi i fratelli esprimono forti dubbi sulla possibilità che il capitano sposi Isabella, e alcune considerazioni di Henry fanno riflettere Catherine sulla possibilità che in effetti Isabella non sia così disinteressata alla ricchezza del proprio innamorato. Quanto alla reazione del generale, Catherine afferma che lui stesso le ha detto di non essere attaccato al denaro, ma i due figli, anche in questo, nutrono qualche dubbio.

Vol. II, cap. 11 (26)
L'argomento viene ripreso più volte dai tre giovani, senza sostanziali modifiche nelle opinioni di ciascuno di loro. Catherine prova a convincere Henry a parlarne al padre, per metterlo al corrente del carattere di Isabella, ma lui rifiuta, dicendole che non ritiene di doversi intromettere negli affari del fratello. Nei giorni successivi non arriva nessuna notizia dal capitano Tilney, ma il generale non sembra farci troppo caso, impegnato com'è a rendere piacevole il soggiorno di Catherine a Northanger, Queste premure, viste le scarse distrazioni possibili in quel periodo dell'anno, si concretizzano nella proposta di far visita a Henry, in occasione della sua prossima visita di qualche giorno a Woodston. Il generale si mostra poco interessato alla qualità del pranzo nella canonica, ma Henry, conoscendo bene il padre, e con non poco sconcerto da parte di Catherine, ritiene necessario partire due giorni prima, per fare i necessari preparativi. Catherine si trova così costretta a passare due giorni in più senza Henry, e le sembra che da quel sabato al mercoledì previsto per la gita il tempo non passi mai. Ma finalmente il giorno arriva, e senza che sia successo nulla a impedire quell'escursione tanto desiderata. A Woodston le sembra che tutto sia bellissimo, e il suo entusiasmo è frenato solo da alcune allusioni del generale alla mancanza lì di una padrona di casa, che la mettono un po' in imbarazzo. Alle sei, dopo un pranzo in cui il generale non si era certo mostrato sorpreso dalla profusione di cibi fatta preparare da Henry, i tre ripartono per Northanger, e Catherine sente in cuor suo che le sue speranze di tornarci con un ruolo diverso da quella dell'ospite sono sempre più fondate.

Vol. II, cap. 12 (27)
Il giorno dopo la gita, arriva inaspettata una lettera di Isabella, che dà la sua versione dei fatti, dichiara di detestare il capitano Tilney, e prega la sua amica di intercedere presso il fratello. Catherine, che ormai non si lascia più incantare dalle logore manifestazioni di affetto di Isabella, legge la lettera ai fratelli Tilney, ha una breve conversazione in proposito con Henry, manifesta le sue perplessità nei confronti del capitano, ma alla fine si convince a non dare troppa importanza alla cosa e decide di non rispondere all'ex amica e di non pensarci più.

Vol. II, cap. 13 (28)
Dopo alcuni giorni, il generale Tilney è chiamato a Londra per affari. La sua partenza rende consapevole Catherine di quanto sia diversa la vita a Northanger senza di lui, senza quel controllo continuo e asfissiante che toglieva spensieratezza alle gioie dell'abbazia. Ma sono ormai passate quattro settimane, e Catherine, non volendo sembrare invadente, si sente in dovere di accennare a Eleanor l'opportunità di andarsene, ma l'amica la rassicura affermando afferma di essersi aspettata un soggiorno molto più lungo, e la questione viene così felicemente sistemata. Il sabato, Henry è costretto a recarsi per un paio di notti a Woodston, ma quella partenza, pur dispiacendo a Catherine, non ha l'effetto della prima, dato che l'assenza del generale permetterà alle due amiche di trascorrere il tempo con molta più tranquillità. La sera stessa, però, l'improvviso arrivo di una carrozza le sorprende a un'ora piuttosto tarda, proprio mentre stavano per andare a letto. Eleanor, che immagina si tratti del fratello maggiore, va a riceverlo, resta assente per un buona mezzora, e, tornando nella stanza di Catherine enormemente a disagio, le comunica che il padre, tornato in anticipo da Londra ed essendosi rammentato di un impegno precedente che coinvolgeva tutta la famiglia, ha deciso di far immediatamente partire Catherine da Northanger; non solo, la partenza sarebbe avvenuta alle sette del mattino successivo, senza dar modo all'ospite di avvertire i genitori e senza farla accompagnare da nessuno. Catherine si rende subito conto dell'affronto implicito in quegli ordini così imperiosi, ma né lei, né apparentemente Eleanor, sanno spiegarsi il perché di quel comportamento così indegno e scortese. Il mattino, dopo una triste colazione insieme all'amica, Catherine parte all'ora stabilita, sempre più indignata per quell'affronto così incomprensibile e con il dolore di non poter nemmeno salutare Henry.

Vol. II, cap. 14 (29)
Durante il viaggio verso casa, Catherine quasi non si rende conto del tempo che passa o dei luoghi che attraversa; tutti i suoi pensieri sono rivolti all'incomprensibile comportamento del generale, e alla perdita di tutte le sue speranze sul suo amato Henry. Non riesce a trovare nulla nel proprio comportamento che possa aver indotto il generale a cacciarla praticamente di casa, visto che l'unica colpa che si riconosce, quella di averlo sospettato di aver ucciso o segregato la moglie, è conosciuta solo da lei e da Henry, e su quest'ultimo non ha nessun dubbio. L'arrivo a Fullerton, dopo undici ore di viaggio, le concede qualche momento sereno, per l'affettuosa accoglienza della famiglia, ma è un momento fugace, e subito dopo Catherine è costretta a spiegare ai suoi, con molte reticenze, quell'improvviso ritorno a casa. I genitori, pur consapevoli dell'affronto subito dalla figlia e stupiti per la mancanza di motivi evidenti per quel comportamento così strano da parte del generale, cercano di minimizzare l'accaduto, cercando di convincere la figlia a non dargli troppa importanza, e senza sospettare nulla dei suoi sentimenti verso Henry. Il giorno dopo, la madre, vedendo che una notte di sonno non ha avuto alcun effetto sulla figlia, le propone, per distrarla, di far visita agli Allen, ma Catherine, percorrendo il breve tratto versa la casa degli amici, non può fare a meno di pensare a come era stato diverso, solo poche settimane prima, fare quel percorso con la mente piena di aspettative per il viaggio a Bath. Gli Allen, messi al corrente di quanto successo a Catherine, si mostrano ovviamente stupiti e addolorati, ma i discorsi sconclusionati di Mrs. Allen sui piaceri di Bath non fanno altro che mostrare ancora una volta a Catherine l'enorme differenza tra quel periodo così felice e l'angoscia della sua situazione attuale, aggravata anche dall'impossibilità di sapere come Henry ha reagito alla notizia della sua partenza da Northanger.

Vol. II, cap. 15 (30)
Nei due giorni successivi Catherine continua ad apparire triste e abbattuta, e la madre comincia a preoccuparsene, ma si accorge che i suoi rimproveri non hanno alcun effetto; decide allora di far leggere alla figlia un articolo che considera adatto alla situazione, ma, dopo essere andata a prenderlo, trova nella stanza la figlia con Henry Tilney. Il giovanotto è imbarazzato, si rende conto di non avere molti titoli per essere il benvenuto in quella casa, ma Mrs. Morland cerca subito di metterlo a suo agio, e quando lui propone a Catherine di accompagnarlo a salutare gli Allen, è ben felice di acconsentire, convinta che i due abbiano bisogno si restare un po' da soli per dar modo a lui di spiegare meglio il comportamento del padre. Durante il breve tragitto, Henry spiega a Catherine che l'indegna condotta del padre era basata solo sulla scoperta che Catherine non era affatto ricca come lui credeva, o meglio, come gli aveva fatto credere John Thorpe a Bath, e che le successive rivelazioni di quest'ultimo a Londra, durante un incontro fortuito, in cui gli era stata dipinta una situazione completamente opposta, lo avevano fatto infuriare e decidere di cacciare di casa Catherine. Ma Henry non si limita a queste spiegazione: rivela il suo amore a una Catherine che non aspetta altro che ricambiarlo. Solo dopo l'assenso di lei, Henry racconta a Catherine che il padre aveva praticamente cacciato di casa anche lui, facendole capire che la loro unione non sarà certo benedetta dal consenso paterno.

Vol. II, cap. 16 (31)
La successiva richiesta del consenso al matrimonio da parte dei Morland è subito coronata dal successo, ma il padre e la madre di Catherine, pur felici per quella unione, pongono una condizione: i due non potranno sposarsi fino a quando non avranno ottenuto almeno una parvenza di consenso da parte del padre di lui. I due innamorati si separano così con la felicità di un amore corrisposto, ma anche con la pena di non sapere se e quando riusciranno a coronarlo. Accade però un fatto imprevisto: un giovanotto senza mezzi, da tempo innamorato di Eleanor e da lei riamato, ha la fortuna di ereditare un titolo e un bel patrimonio, e può pertanto farsi avanti con il generale, che è ben lieto di concedergli la mano della figlia. Dopo il matrimonio, Eleanor e il marito riescono a convincere il generale, dopo averlo informato che le due versioni contrastanti di Thorpe erano entrambe sbagliate, la prima per eccesso e la seconda per difetto, a riammettere in casa Henry e a dare il suo consenso al matrimonio con Catherine, che viene celebrato subito dopo, con soddisfazione di tutti.

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